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title: "Calcolatore forfettario 2026"
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# Calcolatore forfettario 2026

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## Imposta sostitutiva e meccanismo di saldo e acconto

Nel **regime forfettario** il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi o compensi un **coefficiente di redditività** per codice ATECO; sul reddito così calcolato (al netto dei contributi previdenziali versati) si applica l'**imposta sostitutiva** di IRPEF, addizionali e IRAP. L'aliquota ordinaria è il **15%**, ridotta al **5%** per i primi cinque anni per le nuove attività che rispettano i requisiti di legge. Aliquote, coefficienti e requisiti del regime vanno verificati per l'annualità di riferimento.

L'imposta sostitutiva segue lo stesso meccanismo delle imposte sui redditi: **saldo + acconto**. Nel 2026, per i forfettari rientranti nella proroga, il saldo dell'anno appena dichiarato e il **primo acconto** dell'anno in corso si versano entro il **20 luglio** senza maggiorazione; a novembre si versa il **secondo acconto**. Nulla di diverso, in linea di principio, da quanto avviene per l'IRPEF di un professionista in regime ordinario: cambia il calendario applicabile alla platea prorogata e il fatto che qui l'imposta è una sola, sostitutiva.

    Il punto di partenza è un solo rigo

    L'intero calcolo dell'acconto con metodo storico ruota attorno a un valore: il rigo **«differenza»** del **quadro LM** della dichiarazione dei redditi (imposta sostitutiva dovuta al netto di ritenute e crediti). Identificato quel numero, il resto è aritmetica e calendario.

## Metodo storico: il 100% del rigo della dichiarazione

Con il **metodo storico** l'acconto complessivo è pari al **100% dell'imposta sostitutiva dovuta per l'anno precedente**, cioè il rigo «differenza» del quadro LM. È il metodo più usato perché certo: si parte da un dato già consolidato in dichiarazione, senza stime.

Una volta determinato il 100%, l'acconto va **ripartito in due rate**. Ed è qui che entra una distinzione tecnica spesso fonte di confusione.

### La ripartizione: 40/60 oppure 50/50

Lo **schema generale** delle imposte sui redditi prevede la ripartizione in **40% di primo acconto** e **60% di secondo acconto**. Tuttavia, per i contribuenti che applicano gli **Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)** — e per i **contribuenti forfettari**, espressamente assimilati ai soggetti ISA ai fini delle disposizioni sui versamenti — la ripartizione è in **due rate di pari importo: 50% + 50%**.

    Perché ai forfettari si applica il 50/50

    La regola del **versamento in due rate di pari importo** per i soggetti ISA è fissata dall'**art. 58 del D.L. 124/2019**, che richiama i soggetti di cui all'art. 12-quinquies, commi 3 e 4, del D.L. 34/2019. La prassi dell'Agenzia delle Entrate ne ha esteso l'applicazione anche ai contribuenti forfettari e minimi, pur non compilando gli ISA. L'applicabilità in concreto e l'eventuale evoluzione normativa vanno verificate per l'annualità di riferimento nei provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate.

    
        SoggettoPrimo accontoSecondo acconto
    
    
        Forfettari e soggetti ISA50%50%
        Soggetti non ISA (schema generale)40%60%
    

In pratica, per la quasi totalità dei clienti forfettari di uno studio, l'acconto storico si traduce in **due versamenti uguali**, ciascuno pari al 50% del rigo «differenza».

## Le soglie: quando l'acconto non si versa o si versa in un'unica rata

Non sempre l'acconto va frazionato. La disciplina sugli acconti delle imposte sui redditi prevede **soglie minime** che determinano se e come versare:

    
        Imposta dell'anno precedente (rigo «differenza»)Acconto dovuto
    
    
        Inferiore a 51,65 €Nessun acconto dovuto
        Da 51,65 € a 257,51 €Unica soluzione entro il 30 novembre
        Pari o superiore a 257,52 €Due rate (primo acconto a giugno + secondo a novembre)
    

    Caso frequente per i forfettari

    Molti forfettari, soprattutto chi è nei primi anni con l'aliquota al 5% o ha redditi contenuti, ricade nella fascia intermedia: imposta superiore a 51,65 € ma sotto 257,52 €. In questi casi **l'acconto è dovuto ma in un'unica soluzione a novembre**, niente versamento di giugno. Gli importi soglia vanno verificati per l'annualità di riferimento nel testo vigente.

## Metodo previsionale: quando conviene

Con il **metodo previsionale** l'acconto si commisura all'imposta sostitutiva che si **stima** di dover versare per l'anno in corso, anziché al dato storico. È la scelta giusta quando si prevede un **reddito inferiore** a quello dell'anno precedente: chiusura anticipata di una commessa, calo del fatturato, o l'uscita imminente dal regime con i conseguenti effetti.

Il rovescio della medaglia è il rischio: se la stima è troppo ottimistica e l'acconto versato risulta **inferiore al dovuto**, si applicano **sanzioni e interessi** sulla parte non versata. Per questo il previsionale richiede una valutazione consapevole, da documentare nel fascicolo del cliente.

    Attenzione al primo anno e ai cambi di regime

    Chi **entra** nel forfettario per la prima volta non ha un'imposta sostitutiva «storica» su cui calcolare l'acconto e in genere non versa acconto per quell'anno (salvo verifiche). Chi **esce** dal regime, invece, deve coordinare l'acconto dell'imposta sostitutiva con quello dell'IRPEF: un terreno scivoloso, dove gli errori di calcolo dell'acconto sono frequenti. Ogni passaggio di regime va analizzato caso per caso.

## Scadenze e codici tributo 2026

Per i forfettari con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare, lo schema dei versamenti del 2026 è il seguente:

    
        VersamentoTermine 2026Codice tributo F24
    
    
        Saldo imposta sostitutiva 202520 luglio 20261792
        Primo acconto 2026 (o unica soluzione)20 luglio 20261790
        Saldo + primo acconto con maggiorazione 0,80%20 agosto 2026—
        Secondo acconto 202630 novembre 20261791
    

    Proroghe del termine di versamento

    Per il 2026 la proroga è **già intervenuta**: l'**art. 6 del D.L. 22 maggio 2026, n. 89** differisce per i soggetti ISA, i forfettari, i minimi e i soggetti collegati il termine dei versamenti dal **30 giugno al 20 luglio 2026** senza alcuna maggiorazione. I versamenti possono poi essere eseguiti entro il **20 agosto 2026** con la **maggiorazione dello 0,80%**. Prima di calendarizzare i pagamenti conviene comunque verificare sempre la platea esatta del singolo contribuente.

Tutti i versamenti si effettuano con il **modello F24**, sezione Erario. Per il quadro completo delle scadenze dell'anno rimandiamo alla [guida alle scadenze fiscali 2026](/guida-scadenze-fiscali-2026); per il meccanismo generale di saldo e acconto valido anche per IRPEF e IRES alla [guida a saldo e acconto imposte 2026](/guida-saldo-acconto-imposte-2026).

## Coordinamento con i contributi INPS

L'errore più comune nella pianificazione del forfettario è ragionare sulla sola imposta sostitutiva. In realtà il carico del contribuente è composto da **due binari distinti e con scadenze proprie**: l'imposta sostitutiva e i **contributi previdenziali**.

    - **Gestione Separata INPS** (professionisti senza cassa): contributi a percentuale sul reddito, con saldo e acconti agganciati alle scadenze del modello Redditi, in parallelo all'imposta sostitutiva.

    - **Gestione artigiani e commercianti**: contributi **fissi sul minimale** in quattro rate trimestrali (a date proprie) e contributi **a percentuale** sul reddito eccedente il minimale, questi ultimi con saldo e acconti agganciati alle scadenze delle imposte.

    A luglio/agosto e novembre si paga doppio

    Per molti forfettari artigiani e commercianti, le scadenze di **luglio/agosto e novembre** cumulano **imposta sostitutiva e quota percentuale dei contributi**. Presentare al cliente il solo importo dell'imposta, senza i contributi, significa sottostimare drasticamente l'esborso. Importi e aliquote contributive vanno verificati per l'annualità di riferimento; il dettaglio è nella [guida ai contributi INPS artigiani e commercianti 2026](/guida-contributi-inps-artigiani-commercianti-2026).

## Il ruolo dello studio

L'acconto forfettario, preso sul singolo cliente, è un calcolo banale. La difficoltà nasce dai **numeri**: uno studio con cento forfettari deve, per ciascuno, identificare il rigo «differenza», applicare la soglia corretta, scegliere il metodo, frazionare l'acconto e — soprattutto — **incassare il dovuto e far pagare il cliente in tempo**. È un lavoro ripetitivo che, moltiplicato per il portafoglio, diventa il vero collo di bottiglia dell'estate fiscale e di novembre.

Il valore aggiunto dello studio sta in tre cose:

    - **Calcolo corretto**: applicare a ogni posizione il metodo (storico/previsionale), la ripartizione (50/50) e la soglia giusta, evitando acconti insufficienti che generano sanzioni.

    - **Comunicazione al cliente**: dire al cliente quanto e quando deve pagare, includendo i contributi INPS, con anticipo sufficiente a mettere da parte la liquidità.

    - **Presidio delle scadenze**: assicurarsi che nessun acconto salti, su nessun cliente, in nessuna delle due finestre.

Qui interviene il software gestionale. [Optlyx Prisma](/prisma) consente di **tracciare per ogni cliente lo stato dei versamenti**, generare e programmare i promemoria sulle scadenze del **20 luglio**, del **20 agosto** e di **novembre** tramite lo scadenziario, e — con il modulo [Optlyx Pay](/pay) — inviare al cliente un **link di pagamento** per la parcella o per saldare quanto dovuto, con conferma automatica dell'incasso. Una posizione, un importo, una scadenza, un responsabile.

## Checklist operativa acconti forfettari 2026

    - Hai identificato, per ogni cliente, il **rigo «differenza»** del quadro LM (imposta sostitutiva 2025)?

    - Hai applicato la **soglia** corretta (niente acconto sotto 51,65 €; unica rata fra 51,65 € e 257,52 €; due rate sopra)?

    - Hai scelto il **metodo** (storico al 100% o previsionale) e documentato l'eventuale stima al ribasso?

    - Hai usato la **ripartizione 50/50** per i forfettari assimilati ai soggetti ISA?

    - Hai compilato il **modello F24** con i codici 1790 (1° acconto), 1791 (2° acconto), 1792 (saldo)?

    - Hai coordinato l'imposta con i **contributi INPS** nello stesso piano di versamenti?

    - Hai impostato i **promemoria** e comunicato al cliente importi e date con anticipo?

## Conclusione

Gli acconti forfettari 2026 non pongono problemi di calcolo in sé: il 100% del rigo «differenza», ripartito 50/50 per i soggetti assimilati agli ISA, con le soglie di 51,65 € e 257,52 € a definire se e come frazionare. La complessità è **industriale, non concettuale**: sta nel ripetere il calcolo corretto su decine o centinaia di posizioni, coordinarlo con i contributi INPS e far sì che ogni cliente paghi in tempo nelle finestre del **20 luglio / 20 agosto** e del **30 novembre**.

La differenza tra uno studio che gestisce gli acconti come un processo e uno che li rincorre come un'emergenza sta nell'organizzazione: stato del calcolo per cliente, promemoria automatici e un canale di incasso ordinato. [Optlyx Prisma](/prisma) e [Optlyx Pay](/pay) danno allo studio esattamente questo. Il calcolo lo fai tu; il presidio lo mette il software.

    
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## Domande frequenti sugli acconti forfettari 2026

    
**Come si calcola l'acconto dell'imposta sostitutiva nel regime forfettario?**

    Con il metodo storico l'acconto è pari al 100% dell'imposta sostitutiva dovuta per l'anno precedente, ossia il rigo «differenza» del quadro LM della dichiarazione (al netto di ritenute e crediti). In alternativa, con il metodo previsionale, l'acconto si commisura all'imposta che si stima di dover versare per l'anno in corso. Le percentuali e le modalità di ripartizione vanno verificate per l'annualità di riferimento nei provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate.

    
**Quando si pagano gli acconti dei forfettari nel 2026?**

    Per i forfettari rientranti nella proroga 2026, saldo 2025 e primo acconto 2026 si versano entro il **20 luglio 2026** senza maggiorazione, oppure entro il **20 agosto 2026** con la **maggiorazione dello 0,80%**. Il secondo acconto resta al **30 novembre 2026**. La proroga deriva dal D.L. 89/2026 e riguarda anche i soggetti assimilati agli ISA ai fini dei versamenti.

    
**Come si ripartisce l'acconto: 40/60 o 50/50?**

    Per i soggetti che applicano gli ISA, e per i contribuenti forfettari ad essi assimilati ai fini del versamento, l'acconto complessivo (100% del dovuto) si ripartisce in due rate di pari importo: 50% come primo acconto e 50% come secondo acconto. Lo schema generale 40% + 60% resta il riferimento per i soggetti non ISA. La ripartizione concretamente applicabile va verificata per l'annualità di riferimento.

    
**Esistono soglie sotto le quali l'acconto non si versa o si versa in un'unica rata?**

    Sì. Se l'imposta sostitutiva dell'anno precedente (rigo «differenza») è inferiore a 51,65 euro, l'acconto non è dovuto. Se è pari o superiore a 51,65 euro ma inferiore a 257,52 euro, l'acconto si versa in un'unica soluzione entro il 30 novembre. Al raggiungimento o superamento di 257,52 euro si versa in due rate. Gli importi soglia vanno verificati per l'annualità di riferimento nel testo vigente.

    
**Quali codici tributo si usano nel modello F24?**

    Nella sezione Erario del modello F24: codice 1790 per il primo acconto (o per il versamento in unica soluzione), codice 1791 per il secondo acconto e codice 1792 per il saldo dell'imposta sostitutiva. I codici tributo vanno sempre verificati nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate per l'anno di riferimento.

    
**L'acconto dei contributi INPS è collegato all'acconto dell'imposta sostitutiva?**

    No: sono due binari distinti. L'imposta sostitutiva segue le scadenze delle imposte sui redditi (saldo + primo acconto a giugno/luglio, secondo acconto a novembre). I contributi INPS della Gestione artigiani e commercianti hanno scadenze proprie: i contributi fissi sul minimale in quattro rate trimestrali e quelli a percentuale sul reddito eccedente agganciati alle scadenze del modello Redditi. Vanno pianificati entrambi, perché incidono sul carico complessivo del contribuente.
