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# guida-codici-tributo-f24-2026

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## Cos'è il codice tributo e perché conta

Il **codice tributo** è il codice numerico (di norma a quattro cifre) che, all'interno del modello **F24**, indica all'erario *quale* imposta o contributo si sta pagando. Il modello F24 è lo strumento unico per i versamenti fiscali e contributivi: con un solo modulo si paga IRPEF, IVA, IRAP, contributi INPS, addizionali, IMU e molto altro, e si possono compensare crediti e debiti tra tributi diversi.

La regola operativa è semplice ma rigida: l'importo segue il codice. Se si indica un codice errato, il pagamento viene **imputato a un tributo diverso** da quello dovuto. Il tributo corretto risulta quindi non versato, con il rischio di **avvisi bonari, sanzioni e interessi**, anche se materialmente i soldi sono usciti dal conto. Per lo studio, la precisione nella compilazione dell'F24 non è un dettaglio amministrativo: è prevenzione del contenzioso.

    I codici vanno sempre verificati

    I codici tributo sono istituiti e aggiornati con **risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate** (e, per la parte previdenziale, con circolari INPS). I codici riportati in questa guida sono quelli di uso consolidato, ma destinazione, anno e periodo di riferimento vanno **sempre verificati nella tabella vigente** dell'Agenzia delle Entrate per l'annualità di riferimento, soprattutto in presenza di codici nuovi o modificati.

## Tabella dei codici tributo F24 più usati nel 2026

Di seguito i codici tributo che lo studio incontra più spesso, raggruppati per imposta. Salvo diversa indicazione, sono codici della **sezione Erario**.

### IRPEF — persone fisiche

    
        CodiceDescrizioneQuando
    
    
        **4001**IRPEF — saldoGiugno (saldo anno precedente)
        **4033**IRPEF — acconto prima rataGiugno (40% dell'acconto)
        **4034**IRPEF — acconto seconda rata o in unica soluzioneNovembre (60% o intero acconto)
    

### IRES — società di capitali

    
        CodiceDescrizioneQuando
    
    
        **2003**IRES — saldoEntro fine 6° mese dopo la chiusura dell'esercizio
        **2001**IRES — acconto prima rataInsieme al saldo (40%)
        **2002**IRES — acconto seconda rata o in unica soluzione30 novembre (60% o intero acconto)
    

### IRAP — sezione Regioni

    
        CodiceDescrizioneQuando
    
    
        **3800**IRAP — saldoInsieme al saldo delle imposte sui redditi
        **3812**IRAP — acconto prima rataGiugno (40%)
        **3813**IRAP — acconto seconda rataNovembre (60%)
    

Attenzione: i codici IRAP si indicano nella **sezione «Regioni»** del modello F24, non in quella Erario, e richiedono l'indicazione del **codice della regione** destinataria del tributo.

### Cedolare secca — locazioni

    
        CodiceDescrizioneQuando
    
    
        **1840**Cedolare secca — acconto prima rataGiugno
        **1842**Cedolare secca — acconto seconda rata o in unica soluzioneNovembre / giugno (a seconda dell'importo)
        **1841**Cedolare secca — saldoGiugno (saldo anno precedente)
    

### Imposta sostitutiva — regime forfettario

    
        CodiceDescrizioneQuando
    
    
        **1792**Imposta sostitutiva forfettari — saldoGiugno
        **1790**Imposta sostitutiva forfettari — acconto prima rataGiugno
        **1791**Imposta sostitutiva forfettari — acconto seconda rataNovembre
    

Per il quadro completo del regime, dalla soglia degli 85.000 euro al calcolo dell'imposta al 15% (o 5% per le nuove attività), rimandiamo alla [guida al regime forfettario 2026](/guida-regime-forfettario-2026).

### IVA e ritenute — i codici ricorrenti

Tra i codici di uso quotidiano in studio rientrano anche l'**IVA periodica e annuale** e le **ritenute** operate dal sostituto d'imposta. A titolo indicativo: i codici IVA mensili seguono lo schema **6001–6012** (un codice per mese), i versamenti trimestrali usano i codici **6031–6034** e il saldo IVA annuale ha codice **6099**; le ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati usano tipicamente il **1001**, mentre quelle su redditi di lavoro autonomo il **1040**. Trattandosi di codici numerosi e periodici, vanno confermati di volta in volta nella tabella dell'Agenzia delle Entrate.

    Lo schema mentale: saldo, prima rata, seconda rata

    Per quasi tutte le imposte dirette la logica è la stessa: un codice per il **saldo**, uno per il **primo acconto** e uno per il **secondo acconto**. Una volta interiorizzato lo schema (4001/4033/4034 per l'IRPEF, 2003/2001/2002 per l'IRES, 3800/3812/3813 per l'IRAP), il rischio di errore cala drasticamente. Il punto critico resta l'**anno di riferimento**, che cambia tra saldo e acconto.

## Come si compila il modello F24

Il modello F24 è organizzato in **sezioni**, ciascuna dedicata a un ente destinatario. Le principali sono:

    - **Sezione Erario** — imposte statali: IRPEF, IRES, IVA, cedolare secca, imposta sostitutiva, ritenute.

    - **Sezione INPS** — contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata, dipendenti).

    - **Sezione Regioni** — tributi regionali, in primis l'**IRAP** e le addizionali regionali.

    - **Sezione IMU e altri tributi locali** — IMU, TARI e tributi comunali, con il codice catastale del comune.

    - **Sezione Altri enti previdenziali e assicurativi** — ad esempio INAIL e casse professionali.

Per ciascuna riga di una sezione Erario si compilano:

    - **Codice tributo** — il codice numerico dell'imposta.

    - **Rateazione / regione / prov. / mese rif.** — il campo rateazione (formato NNRR, numero rata / totale rate) quando si versa a rate.

    - **Anno di riferimento** — l'anno d'imposta cui si riferisce il versamento (attenzione: per il saldo è l'anno precedente, per l'acconto è l'anno in corso).

    - **Importi a debito versati** — l'importo dovuto.

    - **Importi a credito compensati** — l'eventuale credito utilizzato in compensazione.

In fondo a ciascuna sezione si riporta il **saldo** (debiti meno crediti) e, in calce al modello, il **saldo finale**: se il totale dovuto è zero, perché interamente compensato, il modello va comunque presentato (F24 «a saldo zero»).

    L'anno di riferimento è l'errore più subdolo

    Nello stesso F24 di giugno convivono il **saldo dell'anno precedente** e il **primo acconto dell'anno in corso**: stessa imposta, codici diversi e soprattutto **anni di riferimento diversi**. Indicare l'anno sbagliato sulla riga dell'acconto è uno degli errori più frequenti e genera avvisi anche quando il codice è corretto.

## La sezione INPS per artigiani e commercianti

La sezione INPS ha una struttura propria: per ogni riga si indicano la **sede INPS** competente, la **causale del contributo**, la **matricola/codice INPS**, il **periodo di riferimento** (da mese/anno a mese/anno) e l'importo. Per i contributi fissi di artigiani e commercianti le causali ricorrenti sono:

    
        CausaleSignificato
    
    
        **AF**Artigiani — contributo sul reddito minimale (quote fisse trimestrali)
        **AP**Artigiani — contributo sul reddito eccedente il minimale
        **CF**Commercianti — contributo sul reddito minimale (quote fisse trimestrali)
        **CP**Commercianti — contributo sul reddito eccedente il minimale
    

Le causali e le sedi INPS vanno confermate nelle **circolari INPS** vigenti per l'anno di contribuzione. Per importi, scadenze e minimale dei contributi previdenziali rimandiamo alla [guida ai contributi INPS di artigiani e commercianti 2026](/guida-contributi-inps-artigiani-commercianti-2026).

## Gli errori più frequenti (e come evitarli)

    - **Codice tributo sbagliato** — il pagamento finisce su un tributo diverso. Si corregge con un'istanza di correzione (CIVIS o ufficio), senza rifare il versamento.

    - **Anno di riferimento errato** — confondere saldo (anno precedente) e acconto (anno in corso). Genera avvisi anche con codice corretto.

    - **Sezione errata** — IRAP messa in Erario invece che in Regioni, o addizionali nella sezione sbagliata.

    - **Campo rateazione non valorizzato** — versando a rate va indicato NNRR (es. 0106 = prima di sei rate). Per la dilazione vedi la [guida alla rateizzazione delle imposte 2026](/guida-rateizzazione-imposte-2026).

    - **Compensazione non monitorata** — uso di crediti senza verifica del plafond e delle condizioni, con rischio di scarto del modello.

## Il ruolo dello studio

La criticità dei codici tributo non sta nel singolo F24, ma nella **numerosità**: decine di clienti, ognuno con il suo mix di imposte, scadenze e causali, tutti concentrati nelle stesse finestre di giugno e novembre. È qui che l'organizzazione fa la differenza tra uno studio che chiude i versamenti in modo ordinato e uno che insegue avvisi bonari a settembre.

Il lavoro reale si articola su tre piani:

    - **Calcolo**: determinare per ogni cliente saldo e acconti delle imposte dovute.

    - **Compilazione**: tradurre gli importi nei codici e nelle sezioni corrette del modello F24.

    - **Presidio delle scadenze**: assicurarsi che ogni versamento sia eseguito nei termini e tracciato.

Qui entra in gioco il software gestionale. [Optlyx Prisma](/prisma) consente di **tracciare per ogni cliente lo stato dei versamenti**, assegnare i task al team, impostare promemoria sulle scadenze di saldo e acconto tramite lo scadenziario e **conservare in un unico fascicolo digitale** le quietanze e i modelli F24, in conformità con gli obblighi di [conservazione a norma](/guida-conservazione-agid-commercialista). Lo studio, inoltre, può governare la riscossione delle proprie parcelle con [Optlyx Pay](/pay), lo stesso approccio organizzato applicato agli incassi.

    Una posizione, uno stato, una scadenza

    Il rischio nei versamenti non è il calcolo del singolo F24, ma **perdere il filo** su un portafoglio di clienti. Un cruscotto che dice, per ogni posizione, cosa è stato pagato, cosa manca e quando scade trasforma la maratona di giugno in un processo controllato. Una posizione, uno stato, una scadenza, un responsabile.

## Checklist operativa F24 2026

    - Hai calcolato per ogni cliente **saldo e acconti** di IRPEF/IRES/IRAP e delle imposte sostitutive?

    - Hai abbinato a ciascun importo il **codice tributo** corretto e la **sezione** giusta del modello?

    - Hai verificato l'**anno di riferimento**, distinguendo saldo (anno precedente) e acconto (anno in corso)?

    - Per i versamenti a rate, hai valorizzato il **campo rateazione** nel formato NNRR?

    - Hai compilato correttamente la **sezione INPS** (causale, sede, periodo) per artigiani e commercianti?

    - Hai controllato le **compensazioni** e il rispetto dei plafond di credito?

    - Hai impostato i **promemoria** sulle scadenze di saldo e acconto e archiviato le quietanze?

## Conclusione

I codici tributo F24 sono un alfabeto: poche regole, ripetute su molti clienti. Una volta fissato lo schema saldo / prima rata / seconda rata e individuata la sezione corretta — Erario, INPS, Regioni, IMU — il margine di errore è quasi tutto nell'**anno di riferimento** e nella tenuta del filo su decine di posizioni contemporaneamente. I codici qui riportati sono quelli di uso consolidato nel 2026, ma vanno sempre confermati nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate per l'annualità di riferimento.

[Optlyx Prisma](/prisma) dà allo studio il cruscotto che tiene insieme calcolo, compilazione e scadenze: versamenti tracciati, task assegnati, promemoria automatici e quietanze conservate a norma. La precisione la metti tu; il controllo lo mette il software.

    
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## Domande frequenti sui codici tributo F24 2026

    
**Qual è il codice tributo per il saldo IRPEF nel 2026?**

    Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001, da indicare nella sezione Erario del modello F24. Il primo acconto IRPEF si versa con il codice 4033 e il secondo acconto (o l'acconto in unica soluzione) con il 4034. I codici vanno comunque verificati nelle risoluzioni e nelle tabelle aggiornate dell'Agenzia delle Entrate per l'annualità di riferimento.

    
**Quali sono i codici tributo IRES e IRAP per il 2026?**

    Per l'IRES si usano il codice 2003 per il saldo, il 2001 per il primo acconto e il 2002 per il secondo acconto. Per l'IRAP il saldo ha codice 3800, il primo acconto 3812 e il secondo acconto 3813. L'IRES si versa nella sezione Erario, l'IRAP nella sezione Regioni con l'indicazione del codice della regione. I codici vanno verificati nel testo vigente e nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate.

    
**Qual è il codice tributo per la cedolare secca?**

    Per la cedolare secca sulle locazioni si usano tre codici nella sezione Erario: 1840 per il primo acconto, 1842 per il secondo acconto o l'acconto in unica soluzione e 1841 per il saldo. L'esatta destinazione dei codici va verificata nella tabella dell'Agenzia delle Entrate per l'annualità di riferimento.

    
**Qual è il codice tributo dell'imposta sostitutiva dei forfettari?**

    Per l'imposta sostitutiva del regime forfettario (e in parte dei minimi) si usano i codici 1792 per il saldo, 1790 per il primo acconto e 1791 per il secondo acconto, tutti nella sezione Erario. Anche per questi codici è bene confermare la destinazione nelle istruzioni e nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate vigenti per l'annualità di riferimento.

    
**Come si compila la sezione INPS del modello F24?**

    Nella sezione INPS si indicano la sede INPS competente, la causale del contributo, la matricola o il codice INPS, il periodo di riferimento (da mese/anno a mese/anno) e l'importo a debito. Per gli artigiani le causali tipiche sono AF per i contributi sul minimale a rate fisse e AP per i contributi sul reddito eccedente il minimale; per i commercianti le corrispondenti causali sono CF (minimale) e CP (eccedente). Le causali e le sedi vanno verificate nelle circolari INPS vigenti per l'anno di contribuzione.

    
**Cosa succede se sbaglio il codice tributo in F24?**

    Un codice tributo errato fa imputare il versamento a un tributo diverso da quello dovuto: l'imposta corretta risulta non pagata, con possibili avvisi bonari, sanzioni e interessi. L'errore di compilazione si può correggere con un'istanza di correzione del modello F24 (CIVIS o presso l'ufficio), senza dover rifare il pagamento, purché l'importo complessivo versato sia corretto. Conviene comunque controllare prima dell'invio codici, periodo di riferimento e anno.
