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Un cliente nuovo: la checklist dei primi 30 giorni.

Un cliente nuovo entra quasi sempre di fretta, spesso a ridosso di una scadenza. È esattamente la condizione in cui si saltano i passaggi che devono venire prima dell'incarico — e che poi non si recuperano più nell'ordine giusto.

L'ordine conta più della velocità

L'acquisizione di un cliente ha una dinamica ricorrente: arriva una segnalazione, si fa un incontro, il cliente ha una scadenza vicina e chiede di partire subito. Si comincia a lavorare, e la parte formale — mandato, antiriciclaggio, privacy — si rimanda «a quando c'è tempo».

Il problema è che alcuni di questi passaggi non sono rinviabili per definizione: devono precedere l'incarico, e farli dopo non li rende validi retroattivamente. Anzi, li rende peggio: lascia una traccia documentale che mostra l'ordine sbagliato.

Questa guida è la sequenza dei primi trenta giorni, con la parte non rinviabile isolata all'inizio.

Prima dell'incarico — la parte non rinviabile

1. L'adeguata verifica antiriciclaggio

Va effettuata prima dell'instaurazione del rapporto continuativo. Significa identificare il cliente e verificarne l'identità, individuare il titolare effettivo, acquisire informazioni su scopo e natura del rapporto, e valutare il rischio associato alla posizione — profilando il cliente, non applicando lo stesso trattamento a tutti.

Le due cose che si sbagliano più spesso non sono l'identificazione, che tutti fanno: sono la ricostruzione del titolare effettivo nelle catene societarie, e la valutazione del rischio scritta e motivata. La seconda in particolare tende a diventare un modulo compilato in modo identico per ogni cliente, il che equivale a non averla fatta.

2. Il mandato professionale e il preventivo scritto

Il compenso va reso noto in forma scritta o digitale al momento del conferimento dell'incarico, comprensivo di spese, oneri e contributi. Ma il mandato serve soprattutto a un'altra cosa: definire il perimetro.

Un mandato utile dice cosa è incluso, cosa non lo è, e cosa succede quando cambiano i volumi. È lo stesso ragionamento della costruzione del listino, ed è il documento a cui si torna quando, due anni dopo, il cliente contesta una parcella o dà per scontato un servizio che non è mai stato pattuito.

Se il mandato si firma a distanza, vale la pena farlo con una firma elettronica avanzata e non con uno scambio di PDF scansionati: cambia il valore probatorio nel momento in cui serve.

3. L'informativa privacy

Lo studio è titolare del trattamento dei dati del cliente e, quando gestisce le paghe, tratta anche dati dei dipendenti del cliente — comprese categorie particolari. L'informativa va consegnata, e va conservata la prova della consegna. Il nuovo cliente va inoltre aggiunto al registro dei trattamenti se introduce una finalità o una categoria di dati non già mappata.

L'errore che si vede in ogni ispezione

Iniziare a lavorare e regolarizzare dopo. È comprensibile — il cliente ha fretta, la scadenza incombe — ma produce esattamente ciò che non si vuole: documenti datati in un ordine che non torna. Se davvero non c'è tempo, la sequenza corretta è fare l'adeguata verifica in forma essenziale ma completa prima, e rimandare semmai la raccolta dello storico, che non ha vincoli di precedenza.

Prime due settimane — il subentro

Il rapporto con il collega precedente

Nella maggior parte dei casi il cliente arriva da un altro professionista. Le regole deontologiche prevedono una cornice di collaborazione fra colleghi nel passaggio dell'incarico: la richiesta della documentazione va gestita con correttezza, e conviene farla per iscritto in modo da avere traccia di cosa è stato chiesto e cosa è arrivato.

Un punto pratico che genera tensioni: l'eventuale insoluto del cliente verso il collega precedente è una questione fra loro due. Va tenuta separata dal passaggio della documentazione, e l'interlocutore formale della richiesta è il cliente, che è titolare dei propri documenti e dei propri dati.

Cosa chiedere, concretamente

Deleghe e accessi

È la voce che causa più ritardi nel primo mese, perché ogni abilitazione ha una sua procedura e i suoi tempi. Vanno attivate subito, in parallelo e non in sequenza: deleghe agli applicativi dell'Agenzia delle Entrate (cassetto fiscale e servizi di fatturazione elettronica), abilitazioni previdenziali se si gestiscono le paghe, accessi bancari in sola lettura se si fa riconciliazione, e — se il cliente ne ha uno — l'accesso alla sua PEC o l'accordo su come vengono girate le comunicazioni.

La cosa che fa risparmiare più tempo di tutte

Decidere insieme al cliente, nel primo incontro, come e quando manderà i documenti — e metterlo per iscritto nel mandato. Non è un dettaglio operativo: è la variabile che determina il costo di quel cliente per i prossimi dieci anni. Un cliente che consegna a fine trimestre in una busta e uno che carica settimanalmente su un portale sono due clienti economicamente diversi, a parità di parcella.

Terza e quarta settimana — mettere in moto

  1. Anagrafica completa e regime corretto. Da qui si generano le scadenze: un regime sbagliato in anagrafica produce un calendario sbagliato per tutto l'anno.
  2. Calendario degli adempimenti del cliente per l'anno in corso, con l'indicazione di cosa è già stato fatto dal collega precedente.
  3. Riquadratura dei saldi di apertura rispetto all'ultimo bilancio approvato. Se non tornano, è il momento di scoprirlo — non in sede di primo bilancio.
  4. Referente assegnato in studio, e comunicato al cliente. Meglio se non è solo il titolare.
  5. Prima comunicazione operativa al cliente: chi è il referente, come si mandano i documenti, entro quando, e cosa succede se non arrivano.
  6. Archiviazione di quanto raccolto con la stessa logica usata per gli altri clienti, non in una cartella «nuovo cliente» che nessuno riaprirà.

La checklist, in una pagina

Prima dell'incarico:

  1. Adeguata verifica antiriciclaggio completa, con titolare effettivo e valutazione del rischio motivata.
  2. Mandato professionale con perimetro, esclusioni e regola sui volumi.
  3. Preventivo scritto con compenso, spese, oneri e contributi.
  4. Informativa privacy consegnata, con prova; registro dei trattamenti aggiornato se serve.

Prime due settimane:

  1. Richiesta scritta della documentazione, tramite il cliente.
  2. Deleghe e abilitazioni attivate in parallelo.
  3. Posizioni aperte mappate: rateizzazioni, contenziosi, comunicazioni pendenti.
  4. Accordo scritto su come e quando arrivano i documenti.

Terza e quarta settimana:

  1. Anagrafica e regime corretti; scadenze dell'anno generate.
  2. Saldi di apertura riquadrati con l'ultimo bilancio.
  3. Referente assegnato e comunicato.
  4. Documentazione archiviata con la logica standard dello studio.

In sintesi

L'onboarding di un cliente è il momento in cui si decidono due cose che dureranno anni: la posizione dello studio se qualcosa va storto — mandato, antiriciclaggio, privacy — e quanto quel cliente costerà, che dipende quasi interamente dall'accordo sul flusso dei documenti preso nel primo incontro.

Sono trenta giorni di lavoro non fatturabile, ed è precisamente per questo che si tende a comprimerli. Ma è anche l'unico momento in cui si possono fare nell'ordine giusto: dopo, si può solo rimediare.

In Optlyx Prisma questa sequenza è un flusso: fascicolo antiriciclaggio, mandato firmato a distanza con FEA, portale per i documenti e scadenze generate dall'anagrafica, tutto agganciato allo stesso cliente. Se vuole approfondire il lato adempimenti, la guida sull'adeguata verifica entra nel dettaglio del fascicolo.

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Domande frequenti

Quando va fatta l’adeguata verifica antiriciclaggio di un nuovo cliente?

Prima dell’instaurazione del rapporto continuativo, non dopo. È un punto su cui la normativa antiriciclaggio è netta: l’adeguata verifica precede l’incarico. Iniziare a lavorare e regolarizzare la posizione più avanti è l’errore più comune e anche uno dei più sanzionabili, perché lascia una traccia documentale che mostra l’ordine sbagliato.

Il mandato professionale scritto è obbligatorio?

Il compenso va reso noto al cliente in forma scritta o digitale al momento del conferimento dell’incarico, comprensivo di spese e oneri. Al di là dell’obbligo, il mandato scritto è il documento che definisce il perimetro: senza, ogni attività non prevista diventa una discussione, e in caso di contestazione manca il riferimento su cosa era stato pattuito.

Cosa si deve chiedere al collega precedente?

La documentazione contabile e fiscale del cliente e le informazioni necessarie alla prosecuzione dell’incarico. Le regole deontologiche prevedono una cornice di collaborazione fra colleghi nel passaggio, che è distinta dalla questione dei compensi eventualmente insoluti: le due cose vanno tenute separate, e l’interlocutore per la richiesta è il cliente, che è il titolare dei propri documenti.

Quali accessi servono per operare per il nuovo cliente?

Le deleghe agli applicativi dell’Agenzia delle Entrate (cassetto fiscale, fatturazione elettronica), le abilitazioni previdenziali se si gestiscono le paghe, e gli accessi bancari in sola lettura se si fa la riconciliazione. Ognuna ha una procedura e tempi propri: vanno attivate subito, perché sono la causa più frequente di ritardo nel primo mese.

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