Il problema: le PMI incassano ancora con il bonifico
Chiunque tenga la contabilità di una piccola impresa lo vede ogni mese nei movimenti bancari: l'acconto promesso che arriva tre settimane dopo, il saldo della fattura che diventa un sollecito, l'incasso al banco gestito ancora con il contante perché "il POS costa". Per molte PMI italiane incassare è una fonte di attrito quotidiano, non un processo.
I tre ostacoli ricorrenti sono sempre gli stessi. Primo: il bonifico, che dipende dalla buona volontà del cliente finale e si trascina. Secondo: il POS tradizionale, con canone mensile, vincoli, ed è inutile quando il cliente non è davanti a te. Terzo: l'assenza di un canale digitale — chi non ha e-commerce semplicemente non sa come farsi pagare con carta a distanza.
Il risultato è un costo nascosto che lo studio conosce bene: tempo perso a riconciliare, cassa che entra in ritardo, e clienti che restano fragili sul circolante. È esattamente il punto in cui un commercialista può aggiungere valore reale — non con un altro adempimento, ma con uno strumento che fa entrare i soldi prima e meglio.
Come funziona Collection Hub
Collection Hub vive dentro il portale cliente che lo studio già usa con le proprie aziende. Non è un prodotto separato da vendere: è una funzione che si attiva. Il flusso è in tre passi.
- Lo studio attiva il modulo per il cliente, dalla scheda del cliente nel client hub. Nessuna installazione, nessun setup tecnico lato studio.
- Il cliente fa l'onboarding Stripe — apre un account Stripe Connect Express con verifica d'identità (KYC/KYB) gestita interamente da Stripe. Sono circa 10 minuti, una volta sola.
- Il cliente crea il link e incassa con carta, Apple Pay o Google Pay. Genera un link di pagamento in pochi secondi, lo invia al proprio cliente finale (WhatsApp, email, QR), e l'incasso arriva.
Il punto chiave da capire — e da spiegare al cliente — è dove vanno i soldi. Gli incassi sono eseguiti da Stripe in modalità direct charge e accreditati direttamente sul conto Stripe Connect dell'azienda. Né lo studio né Optlyx entrano mai in possesso dei fondi. L'azienda è merchant of record verso il proprio cliente finale: rimborsi, contestazioni e tempi di accredito sono regolati tra l'azienda e Stripe.
Perché parte dal portale dello studio
Il cliente non deve cercare, valutare e configurare un provider di pagamenti da solo. Lo trova già pronto nel portale che usa per i documenti, le firme e le scadenze con lo studio. Il commercialista fa da garante e da primo livello di assistenza: è il motivo per cui i clienti lo attivano davvero, invece di rimandare.
Cosa ci guadagna lo studio
Questa è la parte nuova. Su Collection Hub lo studio non è solo un facilitatore: partecipa al margine. La fee applicata sulle transazioni è del 2,5% + 0,25€ a carico dell'azienda che incassa. Da quella fee, al netto del costo tecnico di Stripe, si genera un margine — e una quota di quel margine viene riconosciuta allo studio su base mensile, calcolata per scaglioni di volume aggregato dei clienti dello studio.
| Volume mensile aggregato | Quota studio sul margine |
|---|---|
| Fino a 10.000€ | 40% |
| Da 10.000€ a 50.000€ | 50% |
| Oltre 50.000€ | 60% |
Gli scaglioni sono applicati in modo marginale: a ciascuna fascia di volume si applica la percentuale di quella fascia, non quella massima a tutto il volume. Un esempio concreto: se i clienti di uno studio incassano complessivamente 80.000€ in un mese, la quota che matura per lo studio è di circa 420€. È un ricavo accessorio ricorrente che cresce con il volume dei clienti, senza che lo studio venda nulla di nuovo.
Ma il valore non è solo monetario. Collection Hub dà allo studio visibilità sulla cassa dei clienti: vedere in tempo reale chi incassa, quanto e con che ritmo è un'informazione che oggi manca quasi sempre, e che rende la consulenza più solida. E poi c'è la fidelizzazione: il cliente che incassa dal portale dello studio ha un motivo in più per restare. Il costo per lo studio è zero — nessun canone, nessun investimento.
Il modello legale, in breve
Vale la pena fissare con chiarezza il modello, perché è ciò che rende Collection Hub praticabile per un professionista senza rischi deontologici o regolatori.
Inquadramento del modello
Optlyx è fornitore tecnologico, non un prestatore di servizi di pagamento. Adottando il modello direct charge di Stripe Connect — operazione di pagamento creata e regolata interamente nell'account Stripe dell'azienda, senza che alcun importo tocchi mai il balance di Optlyx — Optlyx rientra nell'esenzione dell'art. 3 lett. j della Direttiva (UE) 2015/2366 (PSD2): fornitura di servizi tecnici a sostegno del pagamento, a condizione di non entrare mai in possesso dei fondi.
I fondi viaggiano da Stripe al conto del cliente; il KYC/KYB è di Stripe. Il link di pagamento non è un documento fiscale: gli obblighi di emissione fattura elettronica o scontrino restano interamente in capo all'azienda, esattamente come prima.
La quota riconosciuta allo studio è corrispettivo per servizi di distribuzione e assistenza resi a Optlyx — non una provvigione sugli affari del cliente, non denaro del cliente, non incide sulle condizioni applicate all'azienda. Lo studio si obbliga a informare il cliente dell'esistenza della quota: la trasparenza è condizione dell'erogazione. Tutti i dettagli nelle Condizioni del modulo Collection Hub.
Tier e funzionalità che si sbloccano
Collection Hub non è solo incasso. Più il cliente transa volume, più funzioni della piattaforma si sbloccano per lui — un sistema a tier che premia chi usa lo strumento e dà allo studio leve in più per il cliente. Le soglie sono calcolate sul volume mensile transato (media degli ultimi 3 mesi, con salita immediata anche a metà mese).
| Tier | Soglia (volume mensile) | Funzionalità sbloccate |
|---|---|---|
| Base | 0 – 500€ | Fino a 5 link di pagamento attivi. Dashboard incassi base. |
| Silver | 500€ – 2.500€ | Link di pagamento illimitati + 3 firme digitali/mese + 1 GB di archivio documentale. |
| Gold | 2.500€ – 10.000€ | Firme digitali illimitate + 5 GB di archivio + assistente Narya AI (base) + report PDF. |
| Platinum | Oltre 10.000€ | Archivio illimitato + Narya AI (avanzato) + report PDF + export contabile. |
Le firme self-service del cliente restano una coda gestita dallo studio: il cliente carica il PDF, ma la firma elettronica avanzata resta creata dallo studio col flusso conforme esistente — coerente con il ruolo di garante del commercialista. Le soglie usano la media degli ultimi 3 mesi completi: salita generosa e immediata, discesa prudente (solo dopo due mesi sotto soglia, con periodo di grazia).
Come si attiva
L'attivazione segue due fasi. Nella prima, il rollout è un pilota gestito da Optlyx insieme allo studio: si seleziona un piccolo gruppo di clienti adatti (chi incassa volume e ha attrito sul circolante), si invia loro l'informativa, si segue il primo onboarding. È il modo per arrivare ai primi incassi senza frizione.
Nella seconda fase l'esperienza diventa self-service per il cliente: lo studio attiva il modulo dalla scheda cliente, l'azienda fa il proprio onboarding Stripe da sola in pochi minuti, crea i link e incassa. Lo studio mantiene la visibilità sui volumi, sui tier e sui riparti mensili dalla vista «Incassi clienti», con export CSV per la riconciliazione e la fatturazione della quota.
Il punto è che non c'è nulla da vendere e nulla da installare: c'è da attivare uno strumento che i clienti vogliono già, e che per la prima volta fa partecipare lo studio al valore che genera.
Vedi Collection Hub su un cliente reale.
Demo 15 minuti: dall'attivazione del modulo sulla scheda cliente all'onboarding Stripe, dal primo link di pagamento alla vista incassi con tier e riparti mensili dello studio. Niente slide: il flusso vero.
Prenota demoDomande frequenti su Collection Hub
Proporre Collection Hub ai clienti viola la deontologia? Cosa devo dichiarare?
No. La quota che lo studio riceve non è una provvigione sugli affari del cliente: è il corrispettivo dei servizi di distribuzione e assistenza che lo studio rende a Optlyx. Non incide sulle condizioni applicate all'azienda né sul merito della prestazione professionale. La trasparenza è però obbligatoria: lo studio si impegna a informare il cliente dell'esistenza della quota, secondo il testo di informativa fornito da Optlyx. È condizione per l'erogazione.
Chi detiene i fondi incassati dai clienti?
Stripe. Gli incassi sono eseguiti in modalità direct charge e accreditati direttamente sul conto Stripe Connect Express dell'azienda. Né Optlyx né lo studio entrano mai in possesso dei fondi. Optlyx è fornitore tecnologico esente ai sensi dell'art. 3 lett. j della PSD2: fornisce un servizio tecnico senza mai detenere i fondi da trasferire.
Cosa fattura lo studio per la quota che riceve?
Lo studio emette mensilmente fattura elettronica ordinaria (TD01) verso Optlyx per la quota maturata, con IVA ad aliquota ordinaria. Il riversamento avviene tramite transfer Stripe dal conto piattaforma Optlyx al conto Stripe Connect dello studio: il transfer è la movimentazione finanziaria, la sostanza fiscale è la fattura.
Il cliente è obbligato ad attivare Collection Hub?
No, è un'opzione. L'azienda decide se attivarlo, fa il proprio onboarding Stripe e accetta direttamente i termini di Stripe e le Condizioni del modulo. Il link di pagamento non è un documento fiscale: gli obblighi di emissione fattura elettronica o scontrino restano in capo all'azienda, come prima.
Quanto costa allo studio e quanto può guadagnare?
Per lo studio il costo è zero: nessun canone, nessuna installazione. La fee del 2,5% + 0,25€ è a carico dell'azienda che incassa. Lo studio riceve una quota del margine a scaglioni: 40% sui primi 10.000€ di volume mensile aggregato, 50% tra 10.000€ e 50.000€, 60% oltre i 50.000€. Esempio: con 80.000€/mese di incassi aggregati, circa 420€ al mese allo studio.