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Concordato preventivo biennale 2026: conviene aderire?

Il concordato preventivo biennale è un patto col Fisco che fissa in anticipo il reddito imponibile per due anni. Per uno studio, la vera difficoltà non è capire se conviene: è valutarlo cliente per cliente, raccogliere la decisione e rispettare la scadenza di adesione, su centinaia di posizioni ISA, dentro un'unica finestra. Qui spieghiamo come funziona, quando conviene e come gestirlo senza perdere clienti per strada.

Cos'è il concordato preventivo biennale (CPB)

Il concordato preventivo biennale (CPB) è un accordo tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate che fissa in anticipo il reddito imponibile su cui calcolare le imposte per due periodi d'imposta consecutivi. È uno strumento di "compliance preventiva": invece di tassare il reddito a consuntivo, lo studio e il cliente decidono se accettare una proposta che cristallizza l'imponibile per il biennio.

L'istituto è stato introdotto dal D.Lgs. 13/2024, in attuazione della delega per la riforma fiscale (L. 111/2023), e successivamente modificato dal D.Lgs. 108/2024 e da ulteriori interventi correttivi. Riguarda i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).

Il meccanismo è semplice nel principio: l'Agenzia delle Entrate, utilizzando i dati ISA del contribuente, elabora una proposta di reddito concordato. Se il cliente accetta, pagherà le imposte su quel reddito per i due anni concordati — anche se il reddito effettivamente realizzato dovesse risultare superiore. Se rifiuta, resta nel regime ordinario di tassazione.

A chi si rivolge

Il CPB si rivolge ai soggetti ISA: gli esercenti attività d'impresa, arti e professioni che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che non rientrano in una delle cause di esclusione. In assenza di cause ostative, la proposta viene messa a disposizione di chi ha applicato gli ISA per il periodo d'imposta di riferimento.

Forfettari: attenzione

Per i contribuenti in regime forfettario il concordato era stato previsto in via sperimentale solo per il 2024 e su base annuale (non biennale). Per le annualità successive questa possibilità non è stata riproposta. Non dare quindi per scontato che un forfettario possa aderire: la disponibilità del concordato per i forfettari va verificata espressamente per l'annualità di riferimento.

La distinzione è importante in studio: la platea "concordabile" coincide sostanzialmente con i clienti ISA, mentre per i forfettari la regola cambia di anno in anno. Una mappatura aggiornata della clientela per regime fiscale è il primo passo per non sprecare tempo proponendo il CPB a chi non può aderirvi.

Come funziona la proposta

Il flusso è guidato dai dati ISA. In sintesi:

  1. Il contribuente (o lo studio per suo conto) compila i dati ISA per il periodo d'imposta di riferimento
  2. Il software ministeriale "Il tuo ISA CPB" elabora la proposta di reddito concordato per il biennio
  3. Lo studio valuta la convenienza confrontando il reddito proposto con quello atteso
  4. Il cliente decide se accettare o rifiutare entro il termine di adesione
  5. In caso di accettazione, per i due periodi d'imposta le imposte si calcolano sul reddito concordato

Il punto centrale, sul piano economico, è che l'adesione vincola: se il reddito effettivo del biennio supera quello concordato, si paga comunque sul concordato (un vantaggio); ma se è inferiore, si paga ugualmente sul concordato, più alto del reale (uno svantaggio).

La convenienza: i vantaggi

Quando le prospettive reddituali del biennio sono stabili o in crescita, il CPB offre vantaggi concreti:

Sull'imposta sostitutiva, lo schema tipicamente adottato lega l'aliquota al punteggio di affidabilità ISA dell'anno base:

Punteggio ISA (anno base)Aliquota imposta sostitutiva (indicativa)
ISA pari o superiore a 810%
ISA tra 6 e 812%
ISA inferiore a 615%

Nota operativa sulle aliquote

Le aliquote in tabella sono indicative e si applicano al maggior reddito concordato rispetto a quello dichiarato nell'anno base. Trattandosi di una disciplina soggetta a modifiche, le percentuali e le condizioni di applicazione vanno verificate per l'annualità di riferimento nel testo normativo e nei provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate vigenti. L'imposta sostitutiva è una facoltà, non un automatismo.

Gli svantaggi: quando NON conviene

Il CPB non è un beneficio incondizionato. Ci sono situazioni in cui aderire è penalizzante:

Una lettura sintetica della convenienza:

Profilo del clienteIndicazione di massima
Reddito atteso in crescita o stabile, ISA altoTendenzialmente conviene: maggior reddito non tassato in via ordinaria + sostitutiva agevolata
Reddito atteso stabile, ISA medioValutare: dipende dal divario tra proposta e reddito atteso
Reddito atteso in caloTendenzialmente non conviene: si pagherebbe su un imponibile più alto del reale
Attività molto variabile / stagionaleCautela: la rigidità biennale può penalizzare

In ogni caso, la decisione richiede una simulazione numerica sulla singola posizione: non esiste una risposta valida "in media" per lo studio.

Cause di esclusione

Non tutti i soggetti ISA possono accedere al concordato. Tra le principali cause di esclusione previste dalla disciplina rientrano, in via esemplificativa:

L'elenco puntuale e le soglie vanno verificati nel testo normativo vigente per l'annualità: alcune condizioni sono state oggetto di modifica nei decreti correttivi.

Cause di cessazione e decadenza

È utile distinguere due piani.

Cessazione

Gli effetti del concordato cessano al verificarsi di eventi che alterano i presupposti su cui la proposta era stata calcolata, ad esempio:

Decadenza

La decadenza ha natura sanzionatoria e fa venir meno gli effetti del concordato per entrambi i periodi d'imposta. Si verifica, tra l'altro, in caso di violazioni gravi quali:

Le fattispecie esatte e le soglie di rilevanza vanno lette nel testo vigente: è uno degli ambiti più tecnici dell'istituto e va presidiato con attenzione, perché la decadenza azzera i benefici dell'adesione.

Il ruolo dello studio

Sul piano normativo il CPB è un istituto; sul piano operativo è un collo di bottiglia organizzativo. La decisione è di pianificazione fiscale e va presa cliente per cliente, dentro una finestra temporale stretta e su una platea che per molti studi conta centinaia di posizioni ISA. Tutto questo nello stesso periodo in cui si chiudono dichiarazioni e versamenti.

Il lavoro reale dello studio si articola in tre momenti:

È un'attività ad alto valore (è consulenza pura, non adempimento meccanico), ma il rischio è perdere posizioni per pura disorganizzazione: il cliente che non risponde, la simulazione fatta ma mai trasformata in decisione, la scadenza che arriva con venti pratiche ancora "in valutazione".

Qui interviene il software gestionale. Optlyx Prisma permette di tracciare per ogni cliente lo stato della valutazione CPB (da valutare / simulazione fatta / in attesa decisione cliente / aderito / non aderito), assegnare i task al team, impostare un promemoria sulla scadenza di adesione attraverso il modulo scadenziario, e gestire la firma della documentazione con cui il cliente formalizza la propria scelta tramite il modulo mandato e firma. La stessa logica con cui Optlyx gestisce gli adempimenti di compliance — come l'antiriciclaggio — si applica al monitoraggio del CPB: una posizione, uno stato, una scadenza, un responsabile.

Il vero rischio non è normativo, è gestionale

La maggior parte degli studi sa come valutare il concordato. Il problema è farlo per tutti i clienti idonei entro la finestra, senza che nessuna posizione si perda tra mail, fogli Excel e telefonate. Un cruscotto con lo stato di ogni valutazione e gli alert sulla scadenza trasforma un mese caotico in un processo controllato.

Checklist operativa

  1. Hai mappato i clienti ISA idonei al concordato per l'annualità di riferimento?
  2. Hai escluso le posizioni con cause ostative (debiti, dichiarazioni mancanti, inizio attività, ecc.)?
  3. Hai verificato la disponibilità del CPB per gli eventuali forfettari nell'annualità corrente (non darla per scontata)?
  4. Hai elaborato la simulazione di convenienza su ogni posizione (proposta vs reddito atteso)?
  5. Hai valutato l'imposta sostitutiva agevolata e la scelta sui contributi previdenziali?
  6. Hai raccolto e documentato la decisione di ciascun cliente?
  7. Hai impostato un promemoria sulla scadenza di adesione verificata per l'annualità?
  8. Hai un cruscotto dello stato di ogni valutazione per non perdere posizioni?

Conclusione

Il concordato preventivo biennale è uno strumento potente quando le prospettive reddituali sono stabili o in crescita: cristallizza l'imponibile, non tassa in via ordinaria il maggior reddito e offre un'imposta sostitutiva agevolata legata al punteggio ISA. Ma è anche un istituto vincolante, che penalizza chi prevede un calo, e regolato da una disciplina in evoluzione: aliquote, soglie e scadenze vanno sempre verificate per l'annualità di riferimento.

Per lo studio, la sfida vera non è la teoria — è eseguire la valutazione su tutta la clientela idonea dentro un'unica finestra, raccogliere le decisioni e non perdere nemmeno una scadenza di adesione.

Optlyx Prisma dà allo studio il cruscotto per gestire il CPB come un processo, non come un'emergenza di settembre: stato della valutazione per ogni cliente, task assegnati al team, scadenze monitorate dallo scadenziario e firma della documentazione integrata. La consulenza la fai tu; l'organizzazione la mette il software.

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Domande frequenti sul concordato preventivo biennale

Cos'è il concordato preventivo biennale?

È un patto tra contribuente e Agenzia delle Entrate, introdotto dal D.Lgs. 13/2024 in attuazione della delega fiscale (L. 111/2023), che fissa in anticipo il reddito imponibile su cui pagare le imposte per due periodi d'imposta. Si rivolge ai soggetti che applicano gli ISA. Accettando la proposta, si pagano le imposte sul reddito concordato anche se quello effettivo è superiore.

Chi può aderire al CPB?

I soggetti che applicano gli ISA — imprese, arti e professioni — in assenza di cause di esclusione. Per i forfettari il concordato era previsto in via sperimentale solo per il 2024 e su base annuale, non biennale, e per le annualità successive non è stato riproposto: le condizioni vanno verificate per l'annualità di riferimento.

Entro quando si aderisce al concordato preventivo biennale?

Entro il termine previsto dalla normativa per ciascun ciclo, storicamente collegato alla scadenza della dichiarazione e dei versamenti (in passato 30 settembre o 31 ottobre). La finestra di adesione viene definita di anno in anno dai provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate, quindi la data esatta va sempre verificata per l'annualità di riferimento.

Conviene aderire al concordato preventivo biennale?

Dipende dalle prospettive del biennio. Conviene con reddito atteso stabile o in crescita: il maggior reddito non è tassato in via ordinaria e si ottiene un'imposta sostitutiva agevolata, oltre alla certezza di pianificazione. Non conviene se si prevede un calo, perché si pagherebbe su un imponibile più alto del reale. Serve una simulazione caso per caso.

Cosa succede se nel biennio guadagno di più del concordato?

Il maggior reddito eccedente quello concordato non concorre alla tassazione ordinaria: si versano le imposte sul solo reddito concordato. È uno dei principali vantaggi del CPB. Restano dovuti IVA e contributi secondo le regole proprie, e il beneficio decade in presenza di cause di decadenza.

Quali sono le cause di decadenza dal CPB?

Tra le altre: omessi versamenti delle somme dovute in base al concordato, accertamento di attività non dichiarate o passività inesistenti, dichiarazioni infedeli rilevanti, omessa presentazione della dichiarazione e altre violazioni indicate dal D.Lgs. 13/2024. La decadenza fa venir meno gli effetti del concordato per entrambi i periodi d'imposta; le fattispecie esatte vanno verificate nel testo vigente.