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Saldo e acconto imposte 2026.

Sono i due picchi dell'anno fiscale: giugno, quando si chiudono i conti dell'anno precedente e si versa il primo acconto; novembre, quando arriva il secondo. In mezzo, le scelte che fanno la differenza per il cliente — metodo storico o previsionale, rateizzazione, ravvedimento. Questa guida mette in ordine il calcolo e le scadenze 2026 di IRPEF, IRES, IRAP, forfettari e cedolare.

Le date e le percentuali di acconto possono essere modificate ogni anno da proroghe e disposizioni specifiche (in particolare per i soggetti ISA e i forfettari). Qui descriviamo il meccanismo ordinario e i riferimenti 2026, restando prudenti: prima di ogni versamento conviene verificare il provvedimento vigente per la categoria del singolo contribuente.

Saldo e acconto: cosa si versa, davvero

Ogni anno, sulla stessa scadenza, convivono due cose diverse:

L'acconto, a sua volta, si divide di regola in due rate: il primo acconto (insieme al saldo, a giugno/luglio) e il secondo acconto (a novembre). Quando l'importo complessivo dell'acconto è sotto una soglia minima, si versa in un'unica soluzione a novembre.

Le scadenze 2026

ScadenzaData 2026Cosa si versa
Saldo + I acconto (IRES/IRAP "solari") 16 giugno 2026 Società di capitali con esercizio coincidente con l'anno solare
Saldo + I acconto (PF, SP, forfettari, ISA) 30 giugno 2026 IRPEF, imposta sostitutiva forfettari, cedolare secca, IVAFE, IVIE, IRAP professionisti/ditte
Versamento con maggiorazione 0,40% entro 30 giorni dal termine Slittamento facoltativo con piccola maggiorazione (es. fine luglio)
II acconto 30 novembre 2026 Secondo o unico acconto di tutte le imposte sopra, più contributi INPS sull'eccedenza

Nota operativa

Sullo stesso 30 giugno confluiscono molte più voci di quanto si pensi: oltre a IRPEF e sostitutiva, anche IVAFE e IVIE (sulle attività finanziarie e gli immobili all'estero) e i contributi INPS eccedenti il minimale. È la scadenza più affollata dell'anno: vale la pena prepararla con largo anticipo.

Le imposte coinvolte

ImpostaChi riguarda
IRPEFPersone fisiche, imprese individuali e società di persone (per trasparenza)
IRESSocietà di capitali ed enti
IRAPSoggetti con autonoma organizzazione (società, alcuni professionisti e ditte)
Imposta sostitutiva forfettariContribuenti in regime forfettario (aliquota agevolata sul reddito)
Cedolare seccaLocazioni abitative (e commerciali nei casi ammessi) in regime sostitutivo
IVAFEValore delle attività finanziarie detenute all'estero
IVIEValore degli immobili detenuti all'estero

Metodo storico o metodo previsionale

Il punto in cui il commercialista crea valore è la scelta del metodo di calcolo dell'acconto. Esistono due strade:

Metodo storicoMetodo previsionale
Base di calcoloImposta dell'anno precedente (rigo "differenza")Imposta stimata per l'anno in corso
Quando convieneReddito stabile o in crescitaReddito in calo rispetto all'anno prima
RischioNessuna sanzione, ma si può anticipare più del dovutoSe la stima è troppo bassa: sanzioni e interessi sul minor versato

Il metodo previsionale è uno strumento di pianificazione della cassa del cliente: se l'anno in corso va peggio, evita di immobilizzare liquidità in un acconto sovradimensionato. Ma è una scommessa: una previsione troppo ottimistica si paga con sanzioni. Va usato con prudenza e con dati alla mano.

La percentuale dell'acconto e la ripartizione

L'acconto complessivo si commisura, in linea generale, a una percentuale dell'imposta dovuta per il periodo di riferimento (storicamente il 100% per molte imposte sui redditi), ripartita tra prima e seconda rata. Alcune avvertenze:

Rateizzazione e ravvedimento

Due strumenti che è bene padroneggiare per gestire la cassa e gli imprevisti:

Gli errori da evitare

  1. Trattare l'acconto come un dato e non come una scelta: applicare sempre il metodo storico anche quando il cliente sta avendo un anno difficile significa immobilizzargli cassa inutilmente.
  2. Sottostimare con il previsionale: una previsione troppo aggressiva trasforma il risparmio in sanzioni.
  3. Dimenticare il secondo acconto di novembre: è la scadenza "silenziosa", senza il traino del saldo, ed è quella che più spesso sfugge.
  4. Ignorare IVAFE e IVIE: per i clienti con attività o immobili all'estero queste voci seguono le stesse scadenze e vanno conteggiate.
  5. Non coordinare imposte e contributi: sulla stessa data convivono versamenti fiscali e previdenziali (vedi i contributi INPS).

Come gestire saldo e acconti in studio

La campagna dichiarativa concentra in poche settimane il calcolo di saldo e acconti per l'intero portafoglio clienti. Il rischio non è sbagliare il singolo calcolo, ma arrivare lunghi sulle date e non avere il tempo di valutare, cliente per cliente, se conviene il previsionale o la rateizzazione.

Optlyx Prisma tiene insieme le due metà del problema: lo scadenziario deriva dal profilo di ogni cliente le scadenze del 16 e 30 giugno e del 30 novembre, con gli slittamenti già calcolati; la gestione documentale e l'archiviazione AI tengono ordinati i dati (deleghe F24, ricevute, quadri della dichiarazione) così che, al momento del versamento, ogni cliente sia pronto. Per il quadro completo dell'anno vedi la guida alle scadenze fiscali 2026.

Checklist saldo e acconto

  1. Hai distinto, per ogni cliente, saldo (anno precedente) e acconto (anno in corso)?
  2. Hai valutato metodo storico vs previsionale per chi prevede un reddito in calo?
  3. Le scadenze di 16/30 giugno e 30 novembre sono a calendario per tutto il portafoglio?
  4. Hai considerato l'opzione +0,40% e la rateizzazione per la gestione della cassa?
  5. Hai conteggiato anche IVAFE, IVIE e i contributi INPS sull'eccedenza?
  6. Hai un piano per il secondo acconto di novembre, verificando le disposizioni specifiche dell'anno?

Conclusione

Saldo e acconto non sono un adempimento meccanico: sono il momento in cui lo studio può fare vera consulenza. Scegliere il metodo di calcolo giusto, proporre la rateizzazione quando serve, anticipare il secondo acconto di novembre prima che diventi un'emergenza — sono decisioni che incidono sulla cassa del cliente e sulla qualità percepita dello studio.

Perché ci sia spazio per la consulenza, però, l'operatività deve filare liscia: scadenze derivate dal cliente, dati già in ordine, niente versamenti dimenticati. È quando il calcolo smette di essere una corsa contro il calendario che il commercialista torna a fare il consulente.

Arriva pronto a giugno e novembre.

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Domande frequenti su saldo e acconto imposte 2026

Quando si versa il saldo e il primo acconto delle imposte 2026?

Per persone fisiche, forfettari e soggetti ISA il riferimento ordinario è il 30 giugno, con possibilità di versare nei 30 giorni successivi applicando la maggiorazione dello 0,40%. Per i soggetti IRES "solari" il termine è il 16 giugno (o entro fine giugno con maggiorazione). Possibili proroghe annuali: verificare il provvedimento vigente.

Quando si paga il secondo acconto delle imposte nel 2026?

Il secondo (o unico) acconto si versa entro il 30 novembre 2026 e riguarda IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva dei forfettari, cedolare secca, IVAFE e IVIE, oltre ai contributi INPS sull'eccedenza. Se il 30 novembre cade di festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Qual è la differenza tra metodo storico e metodo previsionale per l'acconto?

Con il metodo storico l'acconto si calcola applicando una percentuale all'imposta dell'anno precedente. Con il metodo previsionale si commisura all'imposta stimata per l'anno in corso: conviene quando si prevede un reddito inferiore, ma se la stima è troppo bassa si applicano sanzioni e interessi sulla parte versata in meno.

Come si dividono primo e secondo acconto?

L'acconto si versa di norma in due rate: il primo insieme al saldo (giugno/luglio con maggiorazione) e il secondo entro il 30 novembre. Sotto una soglia minima si versa in unica soluzione a novembre. Le percentuali di ripartizione possono variare per i soggetti ISA e per disposizioni annuali.