Cos'è l'IRES e chi la paga
L'IRES (Imposta sul Reddito delle Società) è l'imposta proporzionale che colpisce il reddito complessivo delle società di capitali e degli enti equiparati. A differenza dell'IRPEF, che è progressiva e calcolata a scaglioni sul reddito delle persone fisiche, l'IRES si applica con un'aliquota unica sulla base imponibile: non esistono scaglioni IRES.
Sono soggetti passivi IRES, in sintesi:
- Società di capitali residenti: SRL, SRL semplificate, SpA, società in accomandita per azioni
- Società cooperative e società di mutua assicurazione
- Enti pubblici e privati (commerciali e non commerciali) residenti, diversi dalle società
- Società ed enti non residenti, per i redditi prodotti in Italia
Chi NON paga l'IRES
Le società di persone (SNC, SAS) e le imprese individuali non sono soggette a IRES: il loro reddito è imputato per trasparenza ai soci o al titolare e tassato con l'IRPEF. Anche i professionisti e i forfettari non pagano IRES. La scelta della forma giuridica incide quindi direttamente sull'imposta applicabile: è uno dei primi elementi da chiarire in sede di pianificazione.
Aliquota IRES 2026: il 24% ordinario
Per il 2026 l'aliquota IRES ordinaria è il 24%, applicata in misura proporzionale al reddito imponibile. È la stessa aliquota in vigore dal 2017 e si calcola così:
IRES dovuta = reddito imponibile × 24%
Il reddito imponibile IRES non coincide con l'utile civilistico di bilancio: si parte dal risultato del conto economico e si applicano le variazioni in aumento e in diminuzione previste dal TUIR (costi indeducibili o parzialmente deducibili, ammortamenti fiscali, ACE residua ove spettante, perdite pregresse riportabili, ecc.). È proprio nella gestione di queste variazioni che si concentra gran parte del lavoro dello studio.
Va inoltre ricordata l'addizionale IRES a carico di specifiche categorie (ad esempio determinati intermediari finanziari), che si aggiunge all'aliquota ordinaria per i soggetti interessati: una fattispecie particolare, da verificare caso per caso.
IRES premiale 2026: l'aliquota ridotta al 20%
La novità che rende il 2026 diverso dagli anni precedenti è l'IRES premiale: un'agevolazione introdotta dalla legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) che riduce l'aliquota IRES dal 24% al 20% per il solo periodo d'imposta 2025 (quello successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024). Dal punto di vista operativo significa una cosa precisa: l'agevolazione si applica nella dichiarazione che si compila adesso, il Modello Redditi SC 2026.
Riferimenti normativi essenziali
L. 207/2024 (legge di Bilancio 2025), commi che istituiscono l'IRES premiale; provvedimenti e prassi attuativa dell'Agenzia delle Entrate; quadro RS e prospetti del Modello Redditi SC 2026 per l'evidenza dei requisiti. Trattandosi di una misura agevolativa temporanea e tecnica, soglie, percentuali e modalità di compilazione vanno sempre verificate nel testo vigente per l'annualità di riferimento.
Per accedere al 20% la società deve soddisfare congiuntamente più condizioni. In sintesi:
- Accantonamento dell'utile — almeno l'80% dell'utile dell'esercizio 2024 deve essere accantonato in un'apposita riserva e non distribuito.
- Investimenti qualificati — realizzazione di investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0 per un importo non inferiore a una quota dell'utile accantonato (e comunque sopra una soglia minima di legge), entro il termine previsto.
- Mantenimento dell'occupazione — il numero di unità lavorative non deve diminuire rispetto alla media del triennio precedente.
- Nuove assunzioni — incremento dei lavoratori a tempo indeterminato secondo la percentuale minima richiesta.
- Assenza di cassa integrazione — la società non deve aver fatto ricorso alla CIG nel 2024 o nel 2025, salvo le eccezioni previste per eventi transitori.
| Elemento | IRES ordinaria | IRES premiale (PI 2025) |
|---|---|---|
| Aliquota | 24% | 20% |
| Ambito | Tutte le società di capitali | Solo chi rispetta i requisiti |
| Utile 2024 | Libera distribuzione | Accantonamento ≥ 80% in riserva |
| Investimenti | Non richiesti | Beni 4.0/5.0 sopra soglia |
| Occupazione | Nessun vincolo | Mantenimento + nuove assunzioni |
Attenzione alla decadenza
Il beneficio decade se la riserva su cui si fonda l'agevolazione viene distribuita entro il secondo esercizio successivo, o se i beni oggetto di investimento vengono dismessi o destinati a strutture estere entro il periodo di sorveglianza previsto. La decadenza comporta il recupero della maggiore imposta. Va quindi presidiata per gli anni successivi, non solo nell'anno di applicazione.
Vale anche per il 2026?
L'IRES premiale è stata prevista per il periodo d'imposta 2025. Allo stato, la riduzione non è stata riproposta in via strutturale per il periodo d'imposta 2026 dalla legge di Bilancio 2026: l'eventuale rinnovo, o condizioni diverse, vanno verificati nel testo normativo vigente. La pianificazione del 2026 va quindi impostata, in via prudenziale, sull'aliquota ordinaria del 24%.
L'acconto IRES 2026: storico o previsionale
Come tutte le imposte sui redditi, l'IRES si versa con il meccanismo di saldo + acconto: a giugno si paga il saldo dell'anno appena dichiarato insieme al primo acconto dell'anno in corso, e a novembre il secondo acconto. L'acconto può essere determinato con due metodi.
Metodo storico
L'acconto è pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente, ossia il rigo «differenza» della dichiarazione. Si ripartisce in:
- 40% come primo acconto, versato insieme al saldo a giugno
- 60% come secondo acconto, versato entro il 30 novembre
Metodo previsionale
L'acconto si commisura all'imposta che si stima di dover versare per l'anno in corso. È la scelta giusta quando si prevede un reddito inferiore a quello dell'anno precedente (calo del fatturato, perdita di una commessa, investimenti deducibili). Il rischio è speculare: se la stima è troppo ottimistica e l'acconto risulta insufficiente, si applicano sanzioni e interessi sulla parte versata in meno.
Ricalcolo degli acconti
In presenza di agevolazioni e regimi a tassazione differenziata — come la stessa IRES premiale — il rigo «differenza» dell'anno base può non riflettere l'imposta "a regime". Per il calcolo dell'acconto con metodo storico possono quindi rendersi necessari ricalcoli e rideterminazioni previsti dalla norma, per evitare di commisurare l'acconto a un'imposta ridotta da agevolazioni non ripetibili. La regola esatta va verificata per l'annualità di riferimento.
Le scadenze IRES 2026
Per le società di capitali con esercizio coincidente con l'anno solare, lo schema è il seguente:
| Versamento | Termine ordinario 2026 |
|---|---|
| Saldo IRES + primo acconto | Fine del 6° mese dopo la chiusura dell'esercizio (per l'anno solare: fine giugno) |
| Saldo + primo acconto con maggiorazione 0,40% | Nei 30 giorni successivi al termine ordinario |
| Secondo acconto IRES | 30 novembre 2026 |
L'IRAP segue le stesse scadenze dell'IRES. Per gli esercizi non solari (ad esempio chiusura al 30 giugno) i termini si spostano in funzione della data di chiusura e di approvazione del bilancio. Per il quadro completo dei versamenti — incluse IRPEF, forfettari e cedolare — rimandiamo alla nostra guida a saldo e acconto imposte 2026 e al calendario delle scadenze fiscali 2026.
Si può rateizzare?
Sì: il saldo e il primo acconto IRES possono essere versati a rate mensili con interessi, da completare entro la fine dell'anno. Il secondo acconto di novembre di norma non è rateizzabile. I dettagli sono nella guida alla rateizzazione delle imposte 2026.
Il ruolo dello studio
L'IRES, da sola, non è un calcolo difficile: il difficile è governarne le variabili su tutto il portafoglio di società. Quest'anno in particolare, l'IRES premiale aggiunge un livello di complessità: per ogni cliente di capitali bisogna verificare se i requisiti (accantonamento, investimenti, occupazione) sono soddisfatti, documentarli, e presidiarne la tenuta negli anni successivi per non incorrere nella decadenza.
Il lavoro reale dello studio si articola in tre piani:
- Decisione: per ciascuna società, valutare se conviene puntare all'IRES premiale e quale metodo di acconto adottare (storico o previsionale).
- Documentazione: raccogliere e conservare le evidenze dei requisiti (delibera di accantonamento, fatture degli investimenti 4.0/5.0, prospetto occupazionale).
- Sorveglianza: monitorare per gli esercizi successivi gli eventi che fanno decadere il beneficio (distribuzione della riserva, dismissione dei beni).
Qui entra in gioco il software gestionale. Optlyx Prisma permette di tracciare per ogni cliente lo stato dei versamenti e degli adempimenti IRES, assegnare i task al team, impostare promemoria sulle scadenze di saldo e acconto tramite il modulo scadenziario, e conservare in un unico fascicolo digitale la documentazione a supporto delle agevolazioni — con la stessa logica usata per gli altri adempimenti di compliance, come l'antiriciclaggio e la conservazione a norma.
Il rischio non è il calcolo, è la sorveglianza
Un'agevolazione come l'IRES premiale produce un risparmio oggi ma crea un vincolo pluriennale: la riserva non va distribuita, i beni non vanno dismessi. Senza un cruscotto che ricordi questi vincoli sulla singola posizione, il rischio è scoprire la decadenza quando è troppo tardi. Una posizione, uno stato, una scadenza, un responsabile.
Checklist operativa IRES 2026
- Hai verificato la forma giuridica di ogni cliente (chi è davvero soggetto IRES)?
- Hai calcolato il reddito imponibile partendo dall'utile civilistico con le variazioni TUIR?
- Hai valutato, per le società idonee, la convenienza dell'IRES premiale al 20%?
- Hai documentato i requisiti (accantonamento ≥ 80% utile 2024, investimenti 4.0/5.0, occupazione)?
- Hai scelto il metodo di acconto (storico o previsionale) e gestito gli eventuali ricalcoli?
- Hai impostato i promemoria su saldo e primo acconto (fine giugno) e secondo acconto (30 novembre)?
- Hai pianificato la sorveglianza pluriennale sui vincoli dell'agevolazione (riserva, beni)?
Conclusione
L'IRES 2026 si muove su due binari: l'aliquota ordinaria del 24%, stabile e nota, e l'IRES premiale al 20% sul periodo d'imposta 2025, che si gioca tutta nella dichiarazione di quest'anno e richiede requisiti precisi da documentare e sorvegliare nel tempo. La differenza tra uno studio che coglie l'agevolazione senza rischi e uno che la subisce come complicazione sta nell'organizzazione: avere, per ogni società, lo stato del calcolo, la documentazione dei requisiti e i promemoria sulle scadenze e sui vincoli.
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Prenota demoDomande frequenti sull'IRES 2026
Qual è l'aliquota IRES 2026?
L'aliquota IRES ordinaria è il 24% del reddito imponibile, applicata in misura proporzionale (non a scaglioni). Per il periodo d'imposta 2025, dichiarato nel Modello Redditi SC 2026, è prevista l'IRES premiale con aliquota ridotta al 20% al ricorrere di requisiti di accantonamento dell'utile, investimenti e occupazione. Aliquota e agevolazioni vanno verificate per l'annualità di riferimento.
Cos'è l'IRES premiale e come si ottiene il 20%?
È un'agevolazione della legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) che riduce l'IRES dal 24% al 20% per il solo periodo d'imposta 2025. Richiede l'accantonamento di almeno l'80% dell'utile 2024 in riserva, investimenti qualificati in beni 4.0/5.0 sopra soglia e requisiti occupazionali (mantenimento dei posti, nuove assunzioni a tempo indeterminato, assenza di cassa integrazione salvo eccezioni). Il venir meno dei requisiti comporta la decadenza.
L'IRES premiale è confermata anche per il 2026?
È stata prevista per il periodo d'imposta 2025 e si applica nella dichiarazione del 2026. Allo stato non risulta riproposta in via strutturale per il periodo d'imposta 2026 dalla legge di Bilancio 2026: l'eventuale rinnovo o condizioni diverse vanno verificati nel testo vigente. In via prudenziale, il 2026 va pianificato sull'aliquota ordinaria del 24%.
Quando si paga l'acconto IRES 2026?
Per le società di capitali con esercizio solare, saldo e primo acconto si versano entro la fine del sesto mese successivo alla chiusura dell'esercizio (per il 2026, fine giugno), con possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40%; il secondo acconto entro il 30 novembre 2026. Restano possibili proroghe annuali.
Come si calcola l'acconto IRES?
Con il metodo storico l'acconto è il 100% del rigo «differenza» della dichiarazione precedente, ripartito in 40% di primo acconto e 60% di secondo acconto. Con il metodo previsionale si commisura all'imposta stimata per l'anno in corso: conviene se si prevede un reddito inferiore, ma una stima troppo bassa comporta sanzioni e interessi sulla parte versata in meno.
Chi paga l'IRES?
Società di capitali (SRL, SpA, SApA), cooperative e mutue assicuratrici, enti commerciali e non commerciali residenti, oltre alle società ed enti non residenti per i redditi prodotti in Italia. Società di persone e imprese individuali non pagano IRES: il loro reddito è tassato con l'IRPEF in capo a soci o titolare.