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Coefficiente di redditività forfettario: la tabella per codice ATECO

Nel regime forfettario il reddito non si calcola sui costi reali, ma applicando una percentuale fissa — il coefficiente di redditività — ai compensi incassati. Quella percentuale dipende dal codice ATECO e va dal 40% all'86%: per un avvocato è il 78%, per un commerciante il 40%. In questa guida: la tabella completa dei coefficienti 2026, come si calcola il reddito imponibile e l'imposta sostitutiva, ed esempi pratici per professionisti e attività commerciali.

Cos'è il coefficiente di redditività

Il coefficiente di redditività è la chiave di volta del regime forfettario. In un regime ordinario il reddito si calcola sottraendo dai ricavi i costi effettivamente sostenuti; nel forfettario, invece, i costi non si deducono analiticamente: si presume in modo forfettario che una certa percentuale dell'incassato costituisca reddito, e il resto sia "spesa".

Quella percentuale è appunto il coefficiente di redditività. È fissato dall'Allegato 4 della Legge 190/2014 (come modificata dalla Legge 145/2018) e dipende esclusivamente dal codice ATECO dell'attività esercitata. I coefficienti spaziano dal 40% (commercio e ristorazione) all'86% (costruzioni e attività immobiliari).

In una riga

Coefficiente più basso = quota di reddito imponibile più piccola = meno tasse a parità di fatturato. Per questo l'attribuzione del codice ATECO corretto non è un dettaglio formale: incide direttamente sull'imposta dovuta.

La tabella dei coefficienti 2026 per gruppo di attività

Le attività sono raggruppate in sei classi, ciascuna con il proprio coefficiente. Per il 2026 la tabella è confermata senza modifiche rispetto agli anni precedenti. Di seguito i gruppi, i codici ATECO di riferimento e il relativo coefficiente.

Gruppo di attivitàCodici ATECOCoefficiente
Industrie alimentari e delle bevande(10 - 11)40%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.940%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82 - 47.8954%
Costruzioni e attività immobiliari(41 - 42 - 43) - (68)86%
Intermediari del commercio46.162%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione(55 - 56)40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi(64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88)78%
Altre attività economiche(tutti gli altri codici non riconducibili ai gruppi precedenti)67%

Il caso degli avvocati e delle professioni ordinistiche

Gli avvocati, come la gran parte delle professioni ordinistiche (commercialisti, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, medici, geometri), rientrano nel gruppo delle attività professionali, scientifiche e tecniche, con coefficiente del 78%. È uno dei coefficienti più alti: significa che solo il 22% del compenso incassato è considerato "spesa" forfettaria. Per i professionisti, dunque, il forfettario è conveniente soprattutto quando i costi reali sono effettivamente contenuti.

Come si calcola il reddito imponibile

Il calcolo segue tre passaggi precisi, sempre per cassa (conta l'incassato, non il fatturato):

  1. Reddito imponibile lordo = compensi incassati nell'anno × coefficiente di redditività
  2. Reddito imponibile netto = reddito lordo − contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno
  3. Imposta sostitutiva = reddito netto × aliquota (15% ordinaria oppure 5% per le nuove attività)

I contributi previdenziali versati (Cassa Forense, INPS Gestione Separata, INPS artigiani/commercianti) sono l'unico costo deducibile nel forfettario. È quindi essenziale tenerne traccia puntuale per non perdere la deduzione.

Reddito netto = (incassato × coefficiente) − contributi versati → Imposta = reddito netto × 15% (o 5%)

L'imposta sostitutiva: 15% o 5%

Sul reddito imponibile netto si applica un'imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Le aliquote sono due:

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1 — Avvocato (coefficiente 78%)

Un avvocato a regime incassa 50.000 € di compensi nell'anno e versa 10.000 € di contributi alla Cassa Forense.

VoceCalcoloImporto
Reddito lordo50.000 × 78%39.000 €
Contributi dedotti10.000 €
Reddito netto39.000 − 10.00029.000 €
Imposta sostitutiva (15%)29.000 × 15%4.350 €

Esempio 2 — Commerciante al dettaglio (coefficiente 40%)

Un commerciante incassa 50.000 € e versa 5.000 € di contributi INPS commercianti.

VoceCalcoloImporto
Reddito lordo50.000 × 40%20.000 €
Contributi dedotti5.000 €
Reddito netto20.000 − 5.00015.000 €
Imposta sostitutiva (15%)15.000 × 15%2.250 €

A parità di fatturato, l'imposta cambia molto

Stesso incassato (50.000 €), ma l'avvocato (coefficiente 78%) ha un reddito lordo quasi doppio rispetto al commerciante (coefficiente 40%). Ecco perché il coefficiente, e quindi il corretto inquadramento ATECO, è la variabile più importante della pianificazione di un forfettario. Un'attribuzione errata può tradursi in imposte sensibilmente più alte o, al contrario, in un rischio di contestazione.

Attività multiple con coefficienti diversi

Capita spesso che un contribuente svolga più attività riconducibili a codici ATECO con coefficienti diversi (ad esempio un professionista che ha anche un'attività commerciale). In questo caso:

La corretta separazione e attribuzione dei ricavi ai diversi codici è un punto delicato che richiede attenzione contabile e una buona organizzazione documentale.

Il ruolo dello studio

Per il commercialista, il forfettario non è "il cliente facile": è un portafoglio che cresce in numero e che va presidiato su tre fronti. Inquadramento corretto del codice ATECO e del coefficiente; monitoraggio dell'incassato per cassa e della soglia degli 85.000 euro; scadenze di saldo, acconto e contributi che, moltiplicate per decine di posizioni, diventano un lavoro di coordinamento.

Qui il software gestionale fa la differenza. Optlyx Prisma permette di tenere, per ogni cliente forfettario, lo stato dei versamenti e degli adempimenti, assegnare i task al team e impostare promemoria automatici sulle scadenze tramite lo scadenziario — così la gestione di molti forfettari resta sotto controllo invece di trasformarsi in un'emergenza ricorrente. Per il monitoraggio dei pagamenti e delle parcelle dello studio, Optlyx Pay consente di inviare link di pagamento e ridurre i tempi di incasso.

Una posizione, un coefficiente, una soglia

Il rischio sui forfettari non è il singolo calcolo, ma la scala: tante posizioni simili in cui un coefficiente sbagliato o una soglia superata passa inosservato. Un cruscotto che tiene insieme codice ATECO, incassato e scadenze evita che il volume diventi il problema.

Checklist operativa

  1. Hai verificato il codice ATECO di ogni cliente e il gruppo di appartenenza?
  2. Hai associato il coefficiente corretto (40%, 54%, 62%, 67%, 78%, 86%)?
  3. Hai calcolato il reddito lordo sull'incassato per cassa, non sul fatturato?
  4. Hai dedotto i contributi previdenziali effettivamente versati nell'anno?
  5. Hai applicato l'aliquota giusta (15% o 5% per le nuove attività)?
  6. Per chi ha più attività, hai separato i ricavi per coefficiente?
  7. Hai monitorato la soglia degli 85.000 € (e i 100.000 € di uscita immediata)?
  8. Hai impostato i promemoria su saldo, acconto e contributi?

Conclusione

Il coefficiente di redditività è il cuore del regime forfettario: una percentuale fissa, dal 40% all'86%, che dipende dal codice ATECO e determina quanta parte dell'incassato diventa reddito imponibile. Per un avvocato è il 78%, per un commerciante il 40%: a parità di fatturato, l'imposta cambia in modo sostanziale. Conoscere la tabella e applicare il coefficiente corretto è il primo, decisivo passo — verificando sempre la classificazione e le aliquote nel testo vigente per l'annualità di riferimento.

La parte difficile, per lo studio, arriva con la scala: gestire decine di forfettari significa tenere sotto controllo inquadramenti, soglie e scadenze su molte posizioni insieme. Optlyx Prisma dà allo studio quel cruscotto unico. La consulenza la fai tu; l'organizzazione la mette il software.

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Domande frequenti sul coefficiente di redditività

Cos'è il coefficiente di redditività nel regime forfettario?

È la percentuale dei ricavi o compensi incassati che, nel forfettario, viene considerata reddito imponibile. Poiché non si deducono i costi reali, il reddito si determina forfettariamente moltiplicando l'incassato per il coefficiente associato al codice ATECO. I coefficienti vanno dal 40% all'86% e sono fissati dall'Allegato 4 della Legge 190/2014. La tabella va verificata per l'annualità di riferimento.

Qual è il coefficiente di redditività per gli avvocati nel 2026?

Gli avvocati rientrano nel gruppo delle attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e di servizi finanziari e assicurativi, con coefficiente del 78%. Il 78% dei compensi incassati è reddito imponibile lordo, da cui si sottraggono i contributi versati alla Cassa Forense. Il 78% si applica anche a molte altre professioni ordinistiche; la classificazione del codice ATECO va sempre verificata.

Come si calcola il reddito imponibile nel regime forfettario?

Si moltiplicano i compensi incassati nell'anno (criterio di cassa) per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO, ottenendo il reddito lordo. Da questo si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno, unico costo deducibile, ottenendo il reddito netto su cui si applica l'imposta sostitutiva.

Quanto si paga di imposta sostitutiva nel forfettario?

L'imposta sostitutiva ordinaria è il 15% del reddito imponibile netto e sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Per le nuove attività è ridotta al 5% per i primi cinque anni, al ricorrere dei requisiti di legge (tra cui non aver esercitato la stessa attività nei tre anni precedenti). Aliquote e requisiti vanno verificati nel testo vigente.

I coefficienti di redditività sono cambiati nel 2026?

No. La tabella applicabile nel 2026 è quella dell'Allegato 4 della Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 145/2018, confermata senza variazioni dalla Legge di Bilancio 2026. I sei gruppi e le percentuali (dal 40% all'86%) restano invariati. Eventuali aggiornamenti vanno comunque verificati nel testo normativo vigente.

Cosa succede se svolgo più attività con coefficienti diversi?

Il reddito imponibile si determina applicando a ciascun gruppo di ricavi il coefficiente corrispondente e sommando i risultati. La soglia di accesso e permanenza nel regime (85.000 euro) si verifica invece sul totale complessivo degli incassi. La corretta attribuzione dei ricavi ai diversi codici è un aspetto delicato da gestire con attenzione.

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