Gli importi puntuali (minimale, massimale, aliquote) vengono fissati ogni anno dall'INPS con apposita circolare e si rivalutano in base agli indici ISTAT. In questa guida ci concentriamo sul meccanismo e sulle scadenze 2026, restando prudenti sui valori numerici: per gli importi esatti dell'anno fa sempre fede la circolare INPS vigente.
Due componenti: fisso sul minimale e percentuale sull'eccedenza
La contribuzione della Gestione artigiani e commercianti si compone di due parti distinte, con scadenze diverse:
| Componente | Su cosa si calcola | Come si versa |
|---|---|---|
| Contributi fissi | Sul reddito minimale annuo stabilito dall'INPS | In quattro rate trimestrali di pari importo, dovute anche con reddito basso o nullo |
| Contributi sull'eccedenza | Sulla parte di reddito d'impresa che supera il minimale, fino al massimale | A saldo (anno precedente) e in due acconti, alle scadenze delle imposte sui redditi |
La differenza chiave rispetto alla Gestione Separata (dove i contributi sono dovuti solo sul reddito effettivamente prodotto) è proprio il minimale: l'artigiano o commerciante iscritto paga i contributi fissi anche se non guadagna nulla. È un costo "di presenza", non solo "di reddito".
Le quattro rate dei contributi fissi 2026
I contributi fissi sul minimale si versano tramite F24 in quattro rate di pari importo, con scadenza al giorno 16 dei mesi indicati e con i consueti slittamenti feriali:
| Rata | Scadenza 2026 | Riferimento |
|---|---|---|
| IV rata 2025 | 16 febbraio 2026 | Saldo delle rate fisse dell'anno precedente |
| I rata 2026 | 18 maggio 2026 | Il 16 è festivo: slitta al primo giorno lavorativo |
| II rata 2026 | 20 agosto 2026 | Proroga feriale di Ferragosto |
| III rata 2026 | 16 novembre 2026 | — |
| IV rata 2026 | 16 febbraio 2027 | Si versa all'inizio dell'anno successivo |
Nota operativa
L'INPS mette a disposizione nel Cassetto Previdenziale i modelli F24 con gli importi già precompilati delle rate fisse. Conviene comunque incrociarli con la posizione del cliente: in caso di iscrizione o cessazione in corso d'anno gli importi vanno riproporzionati ai mesi di effettiva iscrizione.
Saldo e acconti sull'eccedenza: giugno e novembre
Sulla quota di reddito che supera il minimale, i contributi si calcolano a percentuale e seguono le stesse scadenze delle imposte sui redditi. Per il 2026 i riferimenti principali sono:
- 30 giugno 2026 — saldo dei contributi sull'eccedenza relativi all'anno precedente + primo acconto per l'anno in corso (con possibilità di versare nei 30 giorni successivi applicando la maggiorazione dello 0,40%)
- 30 novembre 2026 — secondo acconto dei contributi sull'eccedenza
Gli acconti si determinano in genere sul reddito eccedente dell'anno precedente, secondo le regole degli acconti previdenziali. Per il calcolo congiunto con le imposte rimandiamo alla guida sul saldo e acconto imposte 2026.
Minimale e massimale: i due paletti del calcolo
Il calcolo dei contributi si muove tra due soglie che l'INPS aggiorna ogni anno:
- Minimale: la soglia di reddito sotto la quale si versano comunque i contributi fissi. Definisce l'importo delle quattro rate
- Massimale: il tetto di reddito oltre il quale non si applica più l'aliquota percentuale. Per i soggetti iscritti dopo una certa data il massimale opera come limite invalicabile
Sono inoltre previste aliquote ridotte per i collaboratori familiari di età inferiore a una certa soglia e una maggiorazione dello 0,48% su una parte di reddito (per il finanziamento dell'indennizzo per cessazione attività commerciali). Per gli importi e le aliquote esatte del 2026 fa fede la circolare INPS dell'anno.
La riduzione del 35% per i forfettari
Chi è iscritto alla Gestione artigiani e commercianti e applica il regime forfettario può chiedere una riduzione del 35% della contribuzione complessivamente dovuta — sia sul minimale sia sull'eccedenza. È un'agevolazione importante, ma con alcune cautele:
- Non è automatica: va richiesta all'INPS in via telematica. Per chi è già in attività la domanda va presentata, di regola, entro il 28 febbraio (nel 2026 il riferimento operativo è l'inizio marzo) dell'anno per cui si chiede l'agevolazione
- Per i nuovi iscritti la richiesta si presenta all'atto dell'iscrizione o entro i termini previsti dalla normativa
- La riduzione vale finché permangono i requisiti del forfettario; va confermata o revocata secondo le indicazioni INPS
- Attenzione all'accredito pensionistico: pagando meno contributi si riduce proporzionalmente l'anzianità contributiva accreditata. Va valutato caso per caso se la convenienza immediata superi il minor accredito previdenziale
Riferimenti e cautele
La disciplina è contenuta nella Legge 335/1995 (riforma previdenziale) e, per la riduzione dei forfettari, nella Legge 190/2014 (art. 1, commi 76-84). Importi del minimale e del massimale, aliquote e termini precisi per la domanda di riduzione sono fissati ogni anno dalla circolare INPS sulla contribuzione della Gestione artigiani e commercianti. Verificare sempre i valori e le scadenze dell'anno in corso prima di calcolare o versare.
Gli errori più frequenti
- Dimenticare una rata fissa: tornano quattro volte l'anno su date "non tonde" (18 maggio, 20 agosto) ed è facile saltarne una. Il ritardo comporta sanzioni e interessi.
- Non riproporzionare in caso di iscrizione/cessazione in corso d'anno: i contributi fissi vanno commisurati ai mesi di effettiva iscrizione.
- Saltare la domanda di riduzione del 35% per i forfettari, o presentarla fuori termine: si perde l'agevolazione per l'intero anno.
- Confondere acconti previdenziali e fiscali: pur cadendo nelle stesse date, hanno basi di calcolo proprie.
- Non considerare i collaboratori familiari: ciascuno genera una propria posizione contributiva.
Come gestire i contributi in studio
Il problema dei contributi INPS non è il singolo calcolo: è non perdere nessuna delle scadenze, su tutti i clienti iscritti, per tutto l'anno. Tra rate fisse, saldo, due acconti e domande di riduzione, ogni impresa individuale o società di persone genera diversi appuntamenti l'anno.
Optlyx Prisma deriva queste scadenze dal profilo del cliente: riconosce chi è iscritto alla Gestione artigiani e commercianti, genera le quattro rate fisse con gli slittamenti feriali già calcolati, affianca saldo e acconti alle scadenze dei redditi e segnala chi può beneficiare della riduzione forfettari e con quali termini. Le scadenze contributive smettono di essere un promemoria sparso e diventano attività pronte, cliente per cliente. Vedi anche la guida alle scadenze fiscali 2026 per il quadro completo dell'anno.
Checklist contributi INPS
- Hai mappato tutti i clienti iscritti alla Gestione artigiani e commercianti (titolari, soci, collaboratori familiari)?
- Le quattro rate fisse 2026 sono a calendario con gli slittamenti (18 maggio, 20 agosto) già calcolati?
- Saldo e due acconti sull'eccedenza sono allineati alle scadenze delle imposte (30 giugno, 30 novembre)?
- Per i forfettari hai verificato la convenienza e presentato la domanda di riduzione del 35% nei termini?
- Gli importi precompilati nel Cassetto Previdenziale sono stati riconciliati con la posizione effettiva del cliente?
- Hai gestito i riproporzionamenti per iscrizioni o cessazioni in corso d'anno?
Conclusione
I contributi INPS di artigiani e commercianti sono una delle poche scadenze che non perdona: il minimale è dovuto a prescindere dal reddito, le rate tornano quattro volte l'anno su date scomode e la riduzione per i forfettari vive di un termine preciso da non mancare. Governarli bene significa due cose — calcolare correttamente tra minimale, massimale ed eccedenza, e non perdere nessuna scadenza su nessun cliente.
È un lavoro che premia il metodo più della memoria: quando le scadenze contributive si generano dal profilo del cliente, invece di essere ricordate a mano, il rischio di sanzioni si azzera e lo studio recupera tempo per la consulenza che conta davvero.
Le scadenze contributive, cliente per cliente.
Demo 15 minuti: come Optlyx Prisma genera le quattro rate INPS, saldo e acconti dal profilo di ogni cliente, con slittamenti calcolati e alert sui forfettari.
Prenota demoDomande frequenti sui contributi INPS artigiani e commercianti
Quando si pagano i contributi fissi INPS artigiani e commercianti nel 2026?
In quattro rate trimestrali di pari importo, al giorno 16 di febbraio, maggio, agosto e novembre, con slittamento al primo giorno lavorativo se il 16 è festivo (nel 2026 maggio al 18 e agosto al 20). I contributi sull'eccedenza seguono invece le scadenze del saldo e degli acconti dei redditi, tipicamente 30 giugno e 30 novembre.
Come funziona la riduzione del 35% dei contributi per i forfettari?
Gli iscritti alla Gestione artigiani e commercianti che applicano il regime forfettario possono chiedere una riduzione del 35% della contribuzione (minimale ed eccedenza). Non è automatica: va richiesta all'INPS in via telematica, di regola entro il 28 febbraio dell'anno agevolato, o all'iscrizione per i nuovi soggetti. Riduce però l'accredito contributivo ai fini pensionistici.
Cosa sono i contributi sul reddito eccedente il minimale?
Oltre ai contributi fissi sul minimale, l'artigiano o commerciante versa contributi percentuali sulla parte di reddito d'impresa che supera il minimale, fino a un massimale annuo. Si versano come saldo dell'anno precedente e in due acconti per l'anno in corso, alle scadenze dei versamenti delle imposte sui redditi.
Chi deve iscriversi alla Gestione artigiani e commercianti INPS?
Titolari di imprese artigiane e commerciali, soci che lavorano nell'impresa, collaboratori familiari e, in molti casi, soci di alcune società. L'iscrizione comporta i contributi sul minimale anche in assenza di reddito: è la differenza principale rispetto alla Gestione Separata, dove i contributi sono dovuti solo sul reddito effettivo.