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IRAP 2026: aliquota 3,9%, chi la paga e chi è escluso

L'IRAP colpisce il valore della produzione netta con un'aliquota ordinaria del 3,9%, maggiorabile dalle Regioni. Ma dal 2022 persone fisiche, ditte individuali e professionisti non la pagano più. In questa guida: chi è soggetto e chi è escluso, come si determina la base imponibile, le aliquote settoriali, il calcolo dell'acconto e le scadenze 2026 — le stesse di IRES e IRPEF.

Cos'è l'IRAP

L'IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un'imposta che colpisce il valore della produzione netta generato nello svolgimento di un'attività organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni e servizi. È disciplinata dal D.Lgs. 446/1997 ed è un tributo regionale: il gettito affluisce alle Regioni, che hanno margini di manovra sull'aliquota.

La caratteristica che distingue l'IRAP dalle imposte sui redditi è che non colpisce il reddito ma il valore aggiunto della produzione: la base imponibile non parte dall'utile, ma dalla differenza tra il valore e i costi della produzione, con esclusione di alcune voci (come gli oneri finanziari e, in larga misura, il costo del personale). È per questo che un'impresa può essere in perdita ai fini IRES e dover comunque versare l'IRAP.

Chi paga l'IRAP nel 2026 e chi è escluso

Sono soggetti passivi IRAP, in sintesi:

Esenzione IRAP per le persone fisiche dal 2022

La Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) ha escluso dall'IRAP, a decorrere dal periodo d'imposta 2022, le persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni in forma individuale. In concreto: imprenditori individuali e lavoratori autonomi non versano più l'IRAP, indipendentemente dalla presenza di un'autonoma organizzazione. L'esclusione va comunque letta nel testo vigente per l'annualità di riferimento.

Prima del 2022, il discrimine per i professionisti e gli imprenditori individuali era la «autonoma organizzazione»: secondo l'orientamento consolidato della Corte di Cassazione, il professionista privo di una struttura organizzativa autonoma (assenza di dipendenti significativi, beni strumentali oltre il minimo indispensabile) non era soggetto a IRAP. Dal 2022 il tema è superato per le persone fisiche, perché l'esclusione è diventata generalizzata: il concetto di autonoma organizzazione resta rilevante per il contenzioso pregresso e per inquadrare la natura del tributo, non per stabilire chi paga oggi.

Attenzione: l'esclusione riguarda solo le persone fisiche

L'abolizione dal 2022 vale per chi opera in forma individuale. Restano soggetti a IRAP gli studi associati, le associazioni professionali e le società tra professionisti, oltre a tutte le società di persone e di capitali. La scelta della forma di esercizio dell'attività incide quindi direttamente sull'applicabilità dell'imposta: un professionista che apre un'associazione torna nel perimetro IRAP.

Aliquota IRAP 2026: il 3,9% ordinario e le variazioni regionali

L'aliquota IRAP ordinaria è il 3,9% del valore della produzione netta. È però un'aliquota «base»: le Regioni possono modificarla, in aumento o in diminuzione, fino a 0,92 punti percentuali, e possono differenziarla per settore di attività o categoria di soggetti passivi. Le variazioni hanno effetto, di regola, dal 1° gennaio dell'anno. Per questo l'aliquota effettiva applicata a un cliente dipende dalla Regione del domicilio fiscale ed è la prima cosa da verificare.

IRAP dovuta = valore della produzione netta × aliquota regionale (base 3,9% ± variazioni)

Oltre all'aliquota ordinaria esistono aliquote settoriali più elevate, previste dalla legge per alcune categorie. In particolare, per il triennio 2026-2028 la Legge di Bilancio 2026 ha disposto un inasprimento dell'IRAP per banche e imprese di assicurazione.

CategoriaAliquota indicativaNote
Imprese industriali, commerciali e di servizi3,9%Aliquota ordinaria, variabile per Regione
Banche e altri enti finanziaricirca 6,65% (2026-2028)In aumento dal precedente 4,65%
Imprese di assicurazionecirca 7,90% (2026-2028)In aumento dal precedente 5,90%
Concessionari di pubblici servizi / settori specificiAliquote dedicateDa verificare per categoria e Regione
Amministrazioni pubbliche (metodo retributivo)8,5%Su base imponibile dedicata (retribuzioni)

La base imponibile IRAP: il valore della produzione netta

Il cuore del calcolo IRAP è la determinazione del valore della produzione netta. Per le società industriali, commerciali e di servizi si parte dalle voci del conto economico (schema dell'art. 2425 c.c.) secondo il «metodo da bilancio»:

  1. Si considera il valore della produzione (ricavi, variazioni rimanenze, altri proventi tipici).
  2. Si sottraggono i costi della produzione deducibili ai fini IRAP (acquisti, servizi, ammortamenti, oneri diversi di gestione).
  3. Non si deducono, di norma: il costo del personale (salvo le deduzioni specifiche), gli oneri finanziari, le svalutazioni e gli accantonamenti per rischi.
  4. Si applicano le variazioni e le deduzioni previste dalla disciplina IRAP, tra cui la deduzione integrale del costo dei dipendenti a tempo indeterminato.

La logica cambia per le categorie particolari: banche ed enti finanziari, imprese di assicurazione, enti non commerciali e amministrazioni pubbliche determinano la base imponibile con schemi dedicati (per le PA, ad esempio, vale il metodo retributivo sulle retribuzioni erogate). Le regole puntuali sono nelle istruzioni al modello IRAP dell'annualità di riferimento.

Perché si può pagare IRAP anche in perdita

Poiché la base imponibile IRAP non deduce gli oneri finanziari e buona parte del costo del lavoro, un'impresa con conto economico in perdita può comunque avere un valore della produzione netta positivo e quindi un'IRAP da versare. È un punto da spiegare ai clienti per evitare sorprese alla scadenza di giugno.

L'acconto IRAP 2026: storico o previsionale

Come le imposte sui redditi, anche l'IRAP si versa con il meccanismo di saldo + acconto. L'acconto può essere determinato con due metodi, esattamente come per l'IRES.

Metodo storico

L'acconto si commisura all'imposta dovuta per l'anno precedente (il dato risultante dalla dichiarazione), ripartito tra primo acconto (versato a giugno con il saldo) e secondo acconto (a novembre). Le misure percentuali di prima/seconda rata vanno verificate per l'annualità di riferimento.

Metodo previsionale

L'acconto si commisura all'imposta che si stima di dover versare per l'anno in corso. È la scelta giusta quando si prevede un valore della produzione inferiore (calo del fatturato, riduzione delle commesse). Il rischio è speculare: se la stima è troppo bassa e l'acconto risulta insufficiente, si applicano sanzioni e interessi sulla parte versata in meno.

Per il funzionamento di dettaglio degli acconti — comune a IRES, IRPEF e IRAP — rimandiamo alla guida a saldo e acconto imposte 2026 e, per il calcolo dell'imposta principale delle società, alla guida all'IRES 2026.

Le scadenze IRAP 2026

L'IRAP segue le stesse scadenze delle imposte sui redditi. Per i soggetti con esercizio coincidente con l'anno solare, lo schema è il seguente:

VersamentoTermine ordinario 2026
Saldo IRAP + primo accontoFine del 6° mese dopo la chiusura dell'esercizio (per l'anno solare: fine giugno)
Saldo + primo acconto con maggiorazione 0,40%Nei 30 giorni successivi al termine ordinario
Secondo acconto IRAP30 novembre 2026
Presentazione dichiarazione IRAPNei termini del modello IRAP dell'annualità di riferimento

Per gli esercizi non solari i termini si spostano in funzione della data di chiusura e di approvazione del bilancio. Il quadro completo dei versamenti dell'anno è nel nostro calendario delle scadenze fiscali 2026.

Si può rateizzare?

Sì: come per IRES e IRPEF, il saldo e il primo acconto IRAP possono essere versati a rate mensili con interessi, da completare entro la fine dell'anno; il secondo acconto di novembre di norma non è rateizzabile. I dettagli sono nella guida alla rateizzazione delle imposte 2026.

Il ruolo dello studio

L'IRAP non è l'imposta più complessa, ma è quella che genera più errori di perimetro: chi è ancora soggetto e chi no, quale aliquota regionale applicare, quali costi sono indeducibili. Su un portafoglio di decine di clienti, tra società di persone, di capitali e studi associati, tenere allineato lo stato di ciascuna posizione è un lavoro di organizzazione, non di calcolo.

Il lavoro reale dello studio si articola in tre piani:

Qui entra in gioco il software gestionale. Optlyx Prisma permette di tracciare per ogni cliente lo stato dei versamenti di IRAP, IRES e IRPEF, assegnare i task al team, impostare promemoria sulle scadenze tramite il modulo scadenziario e conservare in un unico fascicolo digitale la documentazione a supporto — con la stessa logica usata per gli altri adempimenti di compliance, come l'antiriciclaggio e la conservazione a norma.

Una posizione, uno stato, una scadenza

L'errore tipico di giugno non è sbagliare un'aliquota, ma dimenticare un acconto su una posizione tra le tante. Un cruscotto che, per ogni cliente, mostra lo stato dei versamenti e le scadenze imminenti trasforma la campagna dichiarativa da emergenza a processo. Una posizione, uno stato, una scadenza, un responsabile.

Checklist operativa IRAP 2026

  1. Hai verificato la forma giuridica di ogni cliente per stabilire chi è ancora soggetto IRAP (escluse le persone fisiche)?
  2. Hai individuato l'aliquota regionale corretta in base al domicilio fiscale, comprese eventuali maggiorazioni?
  3. Hai applicato l'eventuale aliquota settoriale (banche, assicurazioni, concessionari)?
  4. Hai determinato la base imponibile partendo dal valore della produzione netta, con le indeducibilità e le deduzioni IRAP?
  5. Hai applicato la deduzione del costo dei dipendenti a tempo indeterminato dove spettante?
  6. Hai scelto il metodo di acconto (storico o previsionale)?
  7. Hai impostato i promemoria su saldo e primo acconto (fine giugno) e secondo acconto (30 novembre), allineati a IRES/IRPEF?

Conclusione

L'IRAP 2026 resta ancorata all'aliquota ordinaria del 3,9%, modulata dalle Regioni e più elevata per alcuni settori, e colpisce il valore della produzione netta — non il reddito. Il punto operativo che fa la differenza non è il calcolo, ma il perimetro e le scadenze: ricordare che dal 2022 le persone fisiche sono escluse, applicare l'aliquota regionale giusta e non perdere un acconto sulle decine di posizioni del portafoglio.

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Domande frequenti sull'IRAP 2026

Qual è l'aliquota IRAP 2026?

L'aliquota IRAP ordinaria è il 3,9% del valore della produzione netta. Le Regioni possono variarla, in aumento o in diminuzione, fino a 0,92 punti percentuali, e differenziarla per settore o categoria di contribuenti: l'aliquota effettiva dipende dalla Regione del domicilio fiscale. Per alcuni settori sono previste aliquote più alte (ad esempio banche e assicurazioni), oggetto di inasprimento per il triennio 2026-2028. Aliquote e maggiorazioni vanno verificate nelle leggi regionali e nei provvedimenti vigenti per l'annualità di riferimento.

Chi paga l'IRAP nel 2026?

Pagano l'IRAP le società di capitali (SRL, SpA, SApA), le società di persone (SNC, SAS), gli studi professionali associati, gli enti commerciali e non commerciali e le amministrazioni pubbliche. Dal 2022 sono escluse le persone fisiche che esercitano impresa, arti o professioni in forma individuale: imprenditori individuali e lavoratori autonomi non versano più l'imposta. Il perimetro va verificato nel testo vigente per l'annualità di riferimento.

I professionisti e le ditte individuali pagano l'IRAP?

No: dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni in forma individuale sono esclusi dall'IRAP, indipendentemente dalla presenza di un'autonoma organizzazione. Prima del 2022 il professionista individuale era soggetto a IRAP solo se dotato di autonoma organizzazione, secondo la Cassazione; oggi l'esclusione è generalizzata per le persone fisiche. Restano invece soggetti gli studi associati e le società tra professionisti.

Come si calcola la base imponibile IRAP?

La base imponibile è il valore della produzione netta: la differenza tra il valore della produzione e i costi della produzione deducibili ai fini IRAP. Non rilevano, di norma, oneri finanziari, costo del personale (salvo deduzioni specifiche), svalutazioni e accantonamenti rischi. Sono previste deduzioni, tra cui quella per i dipendenti a tempo indeterminato. La determinazione varia per categoria di soggetto (imprese, banche, assicurazioni, enti non commerciali, PA) e va verificata nelle istruzioni al modello IRAP dell'annualità di riferimento.

Quando si paga l'IRAP 2026?

L'IRAP segue le stesse scadenze di IRES e IRPEF: per i soggetti con esercizio solare, saldo e primo acconto si versano entro la fine del sesto mese successivo alla chiusura dell'esercizio (per il 2026, fine giugno), con possibilità di pagare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40%; il secondo acconto entro il 30 novembre 2026. Restano possibili proroghe annuali.

L'acconto IRAP si calcola come quello IRES?

Sì: anche l'acconto IRAP può essere determinato con metodo storico (in misura pari a una percentuale dell'imposta dell'anno precedente, ripartita tra primo e secondo acconto) o con metodo previsionale (commisurato all'imposta stimata per l'anno in corso). Il previsionale conviene se si prevede un valore della produzione inferiore, ma una stima troppo bassa comporta sanzioni e interessi sulla parte versata in meno. Misure e percentuali vanno verificate per l'annualità di riferimento.

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