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Codici tributo F24 2026: la tabella che usi davvero

Ogni versamento dello studio passa da un codice tributo nel modello F24: 4001 per il saldo IRPEF, 2003 per l'IRES, 3800 per l'IRAP, 1792 per l'imposta sostitutiva dei forfettari. Sbagliare codice significa imputare il pagamento al tributo sbagliato. In questa guida: la tabella dei codici più usati nel 2026, come si compila il modello, le sezioni Erario / INPS / Regioni / IMU e gli errori che generano avvisi bonari.

Cos'è il codice tributo e perché conta

Il codice tributo è il codice numerico (di norma a quattro cifre) che, all'interno del modello F24, indica all'erario quale imposta o contributo si sta pagando. Il modello F24 è lo strumento unico per i versamenti fiscali e contributivi: con un solo modulo si paga IRPEF, IVA, IRAP, contributi INPS, addizionali, IMU e molto altro, e si possono compensare crediti e debiti tra tributi diversi.

La regola operativa è semplice ma rigida: l'importo segue il codice. Se si indica un codice errato, il pagamento viene imputato a un tributo diverso da quello dovuto. Il tributo corretto risulta quindi non versato, con il rischio di avvisi bonari, sanzioni e interessi, anche se materialmente i soldi sono usciti dal conto. Per lo studio, la precisione nella compilazione dell'F24 non è un dettaglio amministrativo: è prevenzione del contenzioso.

Tabella dei codici tributo F24 più usati nel 2026

Di seguito i codici tributo che lo studio incontra più spesso, raggruppati per imposta. Salvo diversa indicazione, sono codici della sezione Erario.

IRPEF — persone fisiche

CodiceDescrizioneQuando
4001IRPEF — saldoGiugno (saldo anno precedente)
4033IRPEF — acconto prima rataGiugno (40% dell'acconto)
4034IRPEF — acconto seconda rata o in unica soluzioneNovembre (60% o intero acconto)

IRES — società di capitali

CodiceDescrizioneQuando
2003IRES — saldoEntro fine 6° mese dopo la chiusura dell'esercizio
2001IRES — acconto prima rataInsieme al saldo (40%)
2002IRES — acconto seconda rata o in unica soluzione30 novembre (60% o intero acconto)

IRAP — sezione Regioni

CodiceDescrizioneQuando
3800IRAP — saldoInsieme al saldo delle imposte sui redditi
3812IRAP — acconto prima rataGiugno (40%)
3813IRAP — acconto seconda rataNovembre (60%)

Attenzione: i codici IRAP si indicano nella sezione «Regioni» del modello F24, non in quella Erario, e richiedono l'indicazione del codice della regione destinataria del tributo.

Cedolare secca — locazioni

CodiceDescrizioneQuando
1840Cedolare secca — acconto prima rataGiugno
1842Cedolare secca — acconto seconda rata o in unica soluzioneNovembre / giugno (a seconda dell'importo)
1841Cedolare secca — saldoGiugno (saldo anno precedente)

Imposta sostitutiva — regime forfettario

CodiceDescrizioneQuando
1792Imposta sostitutiva forfettari — saldoGiugno
1790Imposta sostitutiva forfettari — acconto prima rataGiugno
1791Imposta sostitutiva forfettari — acconto seconda rataNovembre

Per il quadro completo del regime, dalla soglia degli 85.000 euro al calcolo dell'imposta al 15% (o 5% per le nuove attività), rimandiamo alla guida al regime forfettario 2026.

IVA e ritenute — i codici ricorrenti

Tra i codici di uso quotidiano in studio rientrano anche l'IVA periodica e annuale e le ritenute operate dal sostituto d'imposta. A titolo indicativo: i codici IVA mensili seguono lo schema 6001–6012 (un codice per mese), i versamenti trimestrali usano i codici 6031–6034 e il saldo IVA annuale ha codice 6099; le ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati usano tipicamente il 1001, mentre quelle su redditi di lavoro autonomo il 1040. Trattandosi di codici numerosi e periodici, vanno confermati di volta in volta nella tabella dell'Agenzia delle Entrate.

Lo schema mentale: saldo, prima rata, seconda rata

Per quasi tutte le imposte dirette la logica è la stessa: un codice per il saldo, uno per il primo acconto e uno per il secondo acconto. Una volta interiorizzato lo schema (4001/4033/4034 per l'IRPEF, 2003/2001/2002 per l'IRES, 3800/3812/3813 per l'IRAP), il rischio di errore cala drasticamente. Il punto critico resta l'anno di riferimento, che cambia tra saldo e acconto.

Come si compila il modello F24

Il modello F24 è organizzato in sezioni, ciascuna dedicata a un ente destinatario. Le principali sono:

Per ciascuna riga di una sezione Erario si compilano:

  1. Codice tributo — il codice numerico dell'imposta.
  2. Rateazione / regione / prov. / mese rif. — il campo rateazione (formato NNRR, numero rata / totale rate) quando si versa a rate.
  3. Anno di riferimento — l'anno d'imposta cui si riferisce il versamento (attenzione: per il saldo è l'anno precedente, per l'acconto è l'anno in corso).
  4. Importi a debito versati — l'importo dovuto.
  5. Importi a credito compensati — l'eventuale credito utilizzato in compensazione.

In fondo a ciascuna sezione si riporta il saldo (debiti meno crediti) e, in calce al modello, il saldo finale: se il totale dovuto è zero, perché interamente compensato, il modello va comunque presentato (F24 «a saldo zero»).

L'anno di riferimento è l'errore più subdolo

Nello stesso F24 di giugno convivono il saldo dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso: stessa imposta, codici diversi e soprattutto anni di riferimento diversi. Indicare l'anno sbagliato sulla riga dell'acconto è uno degli errori più frequenti e genera avvisi anche quando il codice è corretto.

La sezione INPS per artigiani e commercianti

La sezione INPS ha una struttura propria: per ogni riga si indicano la sede INPS competente, la causale del contributo, la matricola/codice INPS, il periodo di riferimento (da mese/anno a mese/anno) e l'importo. Per i contributi fissi di artigiani e commercianti le causali ricorrenti sono:

CausaleSignificato
AFArtigiani — contributo sul reddito minimale (quote fisse trimestrali)
APArtigiani — contributo sul reddito eccedente il minimale
CFCommercianti — contributo sul reddito minimale (quote fisse trimestrali)
CPCommercianti — contributo sul reddito eccedente il minimale

Le causali e le sedi INPS vanno confermate nelle circolari INPS vigenti per l'anno di contribuzione. Per importi, scadenze e minimale dei contributi previdenziali rimandiamo alla guida ai contributi INPS di artigiani e commercianti 2026.

Gli errori più frequenti (e come evitarli)

Il ruolo dello studio

La criticità dei codici tributo non sta nel singolo F24, ma nella numerosità: decine di clienti, ognuno con il suo mix di imposte, scadenze e causali, tutti concentrati nelle stesse finestre di giugno e novembre. È qui che l'organizzazione fa la differenza tra uno studio che chiude i versamenti in modo ordinato e uno che insegue avvisi bonari a settembre.

Il lavoro reale si articola su tre piani:

Qui entra in gioco il software gestionale. Optlyx Prisma consente di tracciare per ogni cliente lo stato dei versamenti, assegnare i task al team, impostare promemoria sulle scadenze di saldo e acconto tramite lo scadenziario e conservare in un unico fascicolo digitale le quietanze e i modelli F24, in conformità con gli obblighi di conservazione a norma. Lo studio, inoltre, può governare la riscossione delle proprie parcelle con Optlyx Pay, lo stesso approccio organizzato applicato agli incassi.

Una posizione, uno stato, una scadenza

Il rischio nei versamenti non è il calcolo del singolo F24, ma perdere il filo su un portafoglio di clienti. Un cruscotto che dice, per ogni posizione, cosa è stato pagato, cosa manca e quando scade trasforma la maratona di giugno in un processo controllato. Una posizione, uno stato, una scadenza, un responsabile.

Checklist operativa F24 2026

  1. Hai calcolato per ogni cliente saldo e acconti di IRPEF/IRES/IRAP e delle imposte sostitutive?
  2. Hai abbinato a ciascun importo il codice tributo corretto e la sezione giusta del modello?
  3. Hai verificato l'anno di riferimento, distinguendo saldo (anno precedente) e acconto (anno in corso)?
  4. Per i versamenti a rate, hai valorizzato il campo rateazione nel formato NNRR?
  5. Hai compilato correttamente la sezione INPS (causale, sede, periodo) per artigiani e commercianti?
  6. Hai controllato le compensazioni e il rispetto dei plafond di credito?
  7. Hai impostato i promemoria sulle scadenze di saldo e acconto e archiviato le quietanze?

Conclusione

I codici tributo F24 sono un alfabeto: poche regole, ripetute su molti clienti. Una volta fissato lo schema saldo / prima rata / seconda rata e individuata la sezione corretta — Erario, INPS, Regioni, IMU — il margine di errore è quasi tutto nell'anno di riferimento e nella tenuta del filo su decine di posizioni contemporaneamente. I codici qui riportati sono quelli di uso consolidato nel 2026, ma vanno sempre confermati nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate per l'annualità di riferimento.

Optlyx Prisma dà allo studio il cruscotto che tiene insieme calcolo, compilazione e scadenze: versamenti tracciati, task assegnati, promemoria automatici e quietanze conservate a norma. La precisione la metti tu; il controllo lo mette il software.

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Domande frequenti sui codici tributo F24 2026

Qual è il codice tributo per il saldo IRPEF nel 2026?

Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001, da indicare nella sezione Erario del modello F24. Il primo acconto IRPEF si versa con il codice 4033 e il secondo acconto (o l'acconto in unica soluzione) con il 4034. I codici vanno comunque verificati nelle risoluzioni e nelle tabelle aggiornate dell'Agenzia delle Entrate per l'annualità di riferimento.

Quali sono i codici tributo IRES e IRAP per il 2026?

Per l'IRES si usano il codice 2003 per il saldo, il 2001 per il primo acconto e il 2002 per il secondo acconto. Per l'IRAP il saldo ha codice 3800, il primo acconto 3812 e il secondo acconto 3813. L'IRES si versa nella sezione Erario, l'IRAP nella sezione Regioni con l'indicazione del codice della regione. I codici vanno verificati nel testo vigente e nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate.

Qual è il codice tributo per la cedolare secca?

Per la cedolare secca sulle locazioni si usano tre codici nella sezione Erario: 1840 per il primo acconto, 1842 per il secondo acconto o l'acconto in unica soluzione e 1841 per il saldo. L'esatta destinazione dei codici va verificata nella tabella dell'Agenzia delle Entrate per l'annualità di riferimento.

Qual è il codice tributo dell'imposta sostitutiva dei forfettari?

Per l'imposta sostitutiva del regime forfettario (e in parte dei minimi) si usano i codici 1792 per il saldo, 1790 per il primo acconto e 1791 per il secondo acconto, tutti nella sezione Erario. Anche per questi codici è bene confermare la destinazione nelle istruzioni e nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate vigenti per l'annualità di riferimento.

Come si compila la sezione INPS del modello F24?

Nella sezione INPS si indicano la sede INPS competente, la causale del contributo, la matricola o il codice INPS, il periodo di riferimento (da mese/anno a mese/anno) e l'importo a debito. Per gli artigiani le causali tipiche sono AF per i contributi sul minimale a rate fisse e AP per i contributi sul reddito eccedente il minimale; per i commercianti le corrispondenti causali sono CF (minimale) e CP (eccedente). Le causali e le sedi vanno verificate nelle circolari INPS vigenti per l'anno di contribuzione.

Cosa succede se sbaglio il codice tributo in F24?

Un codice tributo errato fa imputare il versamento a un tributo diverso da quello dovuto: l'imposta corretta risulta non pagata, con possibili avvisi bonari, sanzioni e interessi. L'errore di compilazione si può correggere con un'istanza di correzione del modello F24 (CIVIS o presso l'ufficio), senza dover rifare il pagamento, purché l'importo complessivo versato sia corretto. Conviene comunque controllare prima dell'invio codici, periodo di riferimento e anno.

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